Natale, gioia profonda e semplice, speranza per tutti

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Caro amico, cara amica,

l’evento che i cristiani celebrano a Natale non è un’“apparizione” di Dio tra gli umani, ma la nascita di un bambino che soltanto Dio poteva dare all’umanità, un “nato da donna” che veniva da Dio e di lui era racconto e spiegazione (cf. Gv 1,18). La nascita di colui che è il Signore non va presa in senso metaforico, ma in tutto il suo senso reale, che il vangelo mette in evidenza quale “segno”. Per ben tre volte, infatti, Luca ripete l’immagine da guardare senza distrazioni: “un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Lc 2,7.12.16)! Certo, ci sono anche la luce che avvolge i pastori, la gloria divina che incute timore, il coro degli angeli che canta la pace per l’umanità amata da Dio: ma questa è solo la cornice che pone in risalto il quadro e cerca di svelarne il senso.

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E di nuovo verrà nella gloria…

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Caro amico, cara amica,

entriamo nell’Avvento, tempo dell’invocazione e dell’attesa della Venuta (dal latino Adventus) del Signore nostro Gesù Cristo. I credenti cristiani confessano la loro fede dicendo: “Gesù Cristo si incarnò, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”. Il tempo dell’Avvento è l’attesa di questo evento, attesa che sempre abita il cuore del cristiano ma che in queste settimane si fa più ardente. “Vieni, Signore Gesù, vieni presto!” (cf. Ap 22,17.20), è il grido della chiesa. Per questo san Basilio alla domanda “Chi è il cristiano?” rispondeva, tra l’altro: “Colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene”.

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Una chiamata alla felicità

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Caro amico, cara amica,

appartieni a una generazione abituata a celebrare Halloween, e forse ti chiedi cosa sia la festa liturgica di tutti i Santi (1° novembre), o meglio della comunione dei santi del cielo e della terra. Al cuore dell’autunno, dopo le mietiture e i raccolti nelle nostre campagne, la chiesa ci invita a contemplare la raccolta presso Dio dei frutti maturi suscitati dall’amore del Signore Gesù: da Abele il giusto fino all’ultimo umano morto nell’amore. La comunione di tutti i Santi è un memoriale dell’autunno glorioso della chiesa ed è una festa contro la solitudine, contro ogni isolamento che affligge il cuore umano. Ricordalo…

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