Una regola per la vita

images/comunita/regola_bose_commento_manicardi/19_04_beato_angelico_tebaide.jpg

“Fratello, sorella, uno solo deve essere il fine per cui tu scegli di vivere in questa comunità: vivere radicalmente l’Evangelo. L’Evangelo sarà la regola, assoluta e suprema. Tu sei entrato in comunità per seguire Gesù. La tua vita dunque si ispirerà e si conformerà alla vita di Gesù descritta e predicata nell’Evangelo” (Regola di Bose § 3).

Così la nostra regola monastica pone se stessa come ancilla del Vangelo, un servizio reso ai fratelli e alle sorelle della comunità perché possano camminare più speditamente e insieme sulle tracce di Cristo.

Durante la celebrazione della compieta domenicale, il priore fr. Luciano sta commentando in modo continuativo il testo della nostra regola monastica nella forma di ammonizioni. Dal latino ad-monere, in cui monere significa “ricordare”, l’ammonizione è un far ricordare ciò che si può dimenticare, è un rimandare il corpo comunitario all’essenziale della sua vocazione, un riportarlo ai fondamenti della sua vita e all’autenticità del segno che è chiamato ad essere di fronte alla Chiesa e al mondo.

Pubblicandole nel sito, le offriamo come aiuto alla vita spirituale di coloro che le leggeranno: queste parole non dicono nulla di nuovo, ma potranno aiutare ciascuno – nella condizione di vita in cui si trova – ad ascoltare la voce del Signore che chiama sempre alla conversione e al ritorno al Vangelo, regola di vita di ogni cristiano.

Piccolo gregge che spera

Leggi tutto: Piccolo gregge che spera

Vi è una potenza nel corpo comunitario che consiste nel fatto che la comunità diventa alveo di accoglienza della grazia, sacramento della presenza del Signore, ma questo solo se i suoi membri sono mossi dall’unico amore e dalla stessa fede, basati sul medesimo fondamento e tesi all’identico fine.

Continua la lettura

La pazienza dell'amore

Leggi tutto: La pazienza dell'amore

Sforzarsi, perdere la vita, rinnegare se stesso, pazientare: tutte operazioni che trovano senso e diventano non solo comprensibili ma anzitutto accettabili e poi anche vivibili se esprimono fede nel Signore, amore e libertà, se avvengono nello spazio dell’amore e della libertà.

Continua la lettura