In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

Lodare Dio in mezzo alle prove

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24 settembre 2022

Questo brano evangelico ci fa entrare nella preghiera di Gesù, nella vita intima del suo cuore. Non è un insegnamento come il “Padre nostro” (“insegnaci a pregare” aveva chiesto un discepolo), ma è un grido spontaneo di giubilo. È innalzamento del suo cuore nella lode al Padre perché i suoi sensi spirituali (cioè abitati dallo Spirito) gli rivelano l’azione del Padre nel mondo, in particolare riguardo alla sua missione di messia. 

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Gesù domanda

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23 settembre 2022

Con il vangelo di oggi siamo davanti a una domanda, sempre urgente e rinnovata per ciascuno e per noi come comunità, la domanda di Gesù rivolta ai discepoli, non genericamente alla gente: “Voi però chi dite che io sia?”

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Lasciarsi prendere

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22 settembre 2022

“Chi è dunque costui del quale sento dire queste cose?”. Il breve cenno iniziale alla reazione di Erode, all’epoca governatore di uno dei territori della Palestina per conto dei Romani, interrompe il racconto dell’invio in missione dei discepoli. La sua domanda rimane come sospesa e sarà ripresa da Gesù stesso più avanti quando chiederà ai suoi discepoli che cosa le folle pensino di lui.

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Il Padre e i fratelli

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20 settembre 2022

La breve pericope odierna segue la parabola del seminatore. Luca precisa “Poiché accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme…”. E alla fine avverte “Fate attenzione dunque a come ascoltate”. Il contesto immediato della pericope riguarda l’ascolto, o – meglio- l’ascolto vero, unito al mettere in pratica quella parola che Dio ci rivolge e che riorganizza le nostre relazioni di fraternità e figliolanza.

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Come ascoltate

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19 settembre 2022

Questi detti di Gesù fanno parte di una serie di brevi detti contenuti nella fonte comune utilizzata dai tre evangelisti sinottici, ma ciascuno li ha collocati in momenti diversi del racconto con un preciso intento redazionale. Ora Luca ci sta parlando dell’ascolto della Parola e della fede che deve mutare questo ascolto in prassi.

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Seminato… anche in noi

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17 settembre 2022

Uno stesso accadimento può essere osservato da vari punti di vista e, come ben sappiamo, a volte può portare a letture non antitetiche ma certamente diverse. Se iniziassimo a leggere il brano odierno dalla seconda parte non avremmo dubbi e non troveremmo nulla di strano: tutto è secondo un ordine stabilito. Ogni terreno in cui il seme è caduto permette una produzione oppure la impedisce, fa germinare il seme oppure lo soffoca. Ogni luogo, ogni realtà, ogni comunità come ogni persona è al posto che si merita con buona pace di ogni compagine ecclesiale e disamina morale.

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La sete di Gesù sulla croce

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14 settembre 2022

Celebriamo oggi la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, una festa molto antica che risale agli inizi del IV secolo, quando a Gerusalemme fu rinvenuta la reliquia della croce e in quel luogo fu costruita la chiesa del Santo Sepolcro. Il termine “esaltazione” (in gr. hypsosis, più letteralmente “innalzamento”) si ispira direttamente al Quarto vangelo, che più volte nel corso della narrazione pone in bocca a Gesù questa stessa espressione per alludere alla sua morte in croce, e questo ci riporta al cuore del paradosso cristiano, che vede coincidere il momento della gloria con quello del sacrificio di sé.

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Leggere le lacrime

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13 settembre 2022

Soltanto il Vangelo di Luca riporta l’episodio della resurrezione del figlio della vedova di Nain. È un racconto sobrio, scarno, in cui tutto è ridotto all’essenziale, ma è introdotto da un’espressione solenne che vuole richiamare l’attenzione degli ascoltatori o dei lettori di questo testo: “E avvenne che …” (cf. v. 11). Gesù è in cammino; lo accompagnano i discepoli e una grande folla; è un corteo di povera gente che ha riposto la sua fiducia in Gesù, che in lui trova vita.

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In sinfonia con gli altri

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12 settembre 2022

Il vangelo oggi ci parla di un uomo, un pagano, capace di relazioni “giuste”, di relazioni di affetto, di amicizia, di benevolenza: egli prova affetto per il suo servo, ama il popolo in mezzo al quale compie il suo lavoro, ha amici a cui può chiedere dei favori (nel nostro caso li invia a Gesù perché intercedano per lui).

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Fare e ascoltare la Parola

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10 settembre 2022

La prima similitudine usata da Gesù, tratta dal mondo agricolo, sembrerebbe lasciare poco spazio alla nostra lotta spirituale: cosa possiamo fare, infatti, se siamo per natura un albero cattivo, se il nostro cuore è cattivo? Il nostro cuore produrrà inevitabilmente frutti corrispondenti all’essenza vitale che, come ogni albero, avrà tratto dalle radici, dalla linfa e dalle foglie. Ma è proprio di questi aspetti che ci possiamo prendere cura: zappando, concimando, arieggiando, operando innesti. Nessuno di noi nasce buono o cattivo, così come nessuno nasce cristiano: lo possiamo diventare grazie alle cure di chi ci sta accanto, alla loro sollecitudine, al calore umano di cui ci circondano, all’aria che ci fanno respirare, al nutrimento spirituale che ci offrono giorno dopo giorno. E grazie all’accoglienza che noi riserviamo a queste cure. 

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Gioco di sguardi

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9 settembre 2022

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” (v. 41). C’è qualcosa di assurdo nella situazione dipinta da Gesù: come si può individuare una pagliuzza nell’occhio di chi ci sta di fronte con una trave davanti agli occhi? Eppure, lo sappiamo bene, alcune “travi” funzionano come dei microscopi, che ci permettono di scrutare fin nelle fibre il difetto del nostro vicino. Ma Gesù ci mette in guardia: ipocrita! Vederci bene è un’altra cosa. Ma la pagliuzza c’è davvero – obiettiamo noi – non me la sono inventata, non sto calunniando il fratello, lo sto correggendo. Sì, ma non basta vedere, occorre vederci bene, e mentre, stranamente, è possibile vedere anche attraverso una trave, non è possibile vederci bene se non dopo essersi liberati di quella trave.

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“Nuovo inizio della storia”

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8 settembre 2022

C’è un inizio, un’origine, una genesi in ogni cosa. Una scintilla, un seme, una prima goccia, i primi passi, il primo bacio. Il vangelo di oggi ci riporta a quel puro inizio, a quel dirompente cominciamento che viene dall’alto e ha per nome Gesù, chiamato Cristo, uomo nato da donna, figlio del popolo di Israele, messia atteso, presenza amorevole del Dio con noi. Un inizio che penetra la storia umana, ne assume le tensioni, le contraddizioni, le lacerazioni, affonda le radici in una comunità che ha Abramo per capostipite e David come re, porta il peso e la gloria dei suoi predecessori, ingloba gesta e ancor più misfatti, errori e orrori, delitti e ingiustizie, soprusi e inganni (cf. Sal 55,12).

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