In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

Gratitudine, fede e libertà

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9 novembre 2022

La gratitudine che si fa rendimento di grazie e insieme confessione di fede è l’esito della guarigione nell’essere umano di Samaria. Per il Vangelo in tale disposizione risiede una fede matura. Come a dire che nella riconoscenza-gratitudine va trovato una sorta di ritmo cristiano dell’esistenza. Questo va detto nella lucida consapevolezza che non è affatto facile, che non va in maniera automatica, e che si deve fare i conti con le ferite che portiamo in noi e che ci rendono difficile guardare in tale modo alla vita. E nella coscienza che è altra cosa rispetto al sorriso ebete di chi non è passato “per l’oscura valle della morte”, di chi non ha conosciuto il disorientamento della perdita della terra sotto i piedi che gli dava stabilità, di chi, preso dal suo benessere o dalla sua sopravvivenza, è cieco sul male, sulla violenza, sull’ingiustizia, occasionali o strutturali, presenti nella storia. C’è un benedire e un rendere grazie al Signore che - fatto al di fuori della solidarietà con gli esseri umani e dalla responsabilità verso i sofferenti - è una bestemmia.

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Non ciò che si fa, ma chi si è

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8 novembre 2022

Parabola che chiude una sezione del viaggio verso Gerusalemme (cf. 13,22-17,10), il cui contenuto si articola attorno all’amore di Dio e alle resistenze/ostacoli che l’uomo vi frappone. In una sintesi riassuntiva e in parallelo con la fede come un granellino di senapa di cui si parla subito prima, mi viene ricordato che modalità essenziale del non porre ostacoli è fare sapendo chi si è: dirsi (non solo pensarsi!) servi inutili, che prestano un servizio senza esoneri e senza aspettative particolari. Relativizzarsi è condizione e conseguenza di una fede sufficiente, per quanto piccola, a permettere al Signore di operare l’impossibile.
Basta poca fede; quella che si ha, basta sapersi servi, neppure particolarmente necessari, meglio ancora, poco utili!

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State attenti a voi stessi !

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7 novembre 2022

L’evangelo odierno, insieme con i versetti 7-10, costituisce come un breve compendio di vita comune. Evidenzia quattro temi: gli scandali (vv. 1-2), il perdono (vv. 3b-4), la fede (v. 6) e il servizio (vv. 7-10). Sono i pilastri che rendono possibile una vita comunitaria, qualunque essa sia: convivenza, vita coniugale, vita cenobitica o in comunità religiosa. Ma il perno di questo riassunto è costituito dalle prime parole del v. 3: “State attenti a voi stessi!”. Non sono quindi parole da insegnare, ma da vivere! Come nel celebre detto sulla pagliuzza e la trave (Lc 6,41-42), Gesù ammonisce noi stessi, affinché non insegniamo agli altri diversamente da ciò che viviamo, o almeno cerchiamo di vivere.

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Qual è il centro della tua vita?

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5 novembre 2022

Gesù sembra vivere su un altro pianeta rispetto ai suoi interlocutori, e questo semplicemente perché prende sul serio quanto sta scritto nella Legge, perché prende sul serio la parola e la volontà di Dio, senza sconti, senza se e senza ma, andando alla radice dei comportamenti umani.E questo lo fa apparire un estraneo agli occhi degli altri, agli occhi di quei farisei a cui si rivolge, ma nei quali dobbiamo vedere la comunità cristiana a cui Luca indirizzava il suo vangelo, e nei quali dobbiamo vedere, forse, anche ciascuno di noi.

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La nostra ricchezza è il prossimo

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4 novembre 2022

Sembra che la parabola narrata oggi da Gesù abbia l’effetto contrario di quelle che precedono il nostro brano. Se le altre, attraverso la semplicità del discorso e l’immediatezza delle immagini, raggiungono gli ascoltatori di Gesù e il lettore in modo immediato, la parabola di oggi lascia perplessi, forse confonde le idee e anche scandalizza. Ma questi stati d’animo sopraggiungono se ci accostiamo al testo con occhi che non guardano e orecchi che non ascoltano. Non si tratta di soffermarci sulla condotta morale di questo amministratore, si tratta di cercare di capire che cosa Gesù voglia dirci attraverso questa figura

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“Rallegratevi con me!”

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3 novembre 2022

Al cuore delle due parabole di oggi (le prime delle tre parabole della misericordia narrate da Luca), vi è l’invito pressante alla gioia. La vita cristiana è innanzitutto gioia, è festa (Lc 15,32). A ciascuno è chiesto di entrare in questa dimensione di gioia; l’invito è chiaro: rallegratevi!

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La volontà di Dio è che viviamo in pienezza

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2 novembre 2022

Oggi facciamo memoria dei morti e ciascuno di noi ricorda in particolare i propri cari che non ci sono più. Con questo ricordo ci troviamo davanti sia alla tristezza su chi non c’è più sia alla questione della nostra morte. Il pensiero che un giorno ognuno di noi morirà e la paura che questo “tema” accende in noi ci abitano, con più o meno consapevolezza. Da lì nascono anche le grandi domande della vita che ci portiamo dentro: Chi è l’uomo? Chi sono io? Che senso ha la vita, la mia vita? Dopo la morte che cosa sarà? Che sarà di me? 

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Pienezza di vita

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1 novembre 2022

Chi sono i santi? O forse, possiamo chiederci ancora meglio: in che cosa consiste la santità? Noi magari abbiamo l’idea che la santità consista in un qualche eroismo, in una presunta impeccabilità, comunque in una certa separazione dall’esistenza quotidiana, in un essere messi a parte, in una “eccezione” rispetto alla vita normale. E così è, secondo il nostro comune metro di giudizio. Ma non dobbiamo dimenticare che la santità, più che una privazione o una rinuncia, più che un essere posti ai margini, è un essere posti al centro: è una pienezza di vita

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Fare del bene senza disperare

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31 ottobre 2022

Dopo aver ascoltato nel testo di ieri l’esigenza evangelica dello scegliere gli ultimi posti oggi ci vengono proposti gli “ultimi” come invitati privilegiati alla nostra tavola. A questo è associata anche una beatitudine. A prima vista è una beatitudine al contrario. Infatti, chi invita ha più oneri di chi è invitato: dunque dove sta la beatitudine? 

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Scelti in una notte di preghiera

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28 ottobre 2022

Gesù sale sul monte, luogo tipico nella Scrittura della rivelazione di Dio. Ci va da solo, per incontrare Dio faccia a faccia. L'evangelista Luca esplicita il fine di questa salita sul monte: la preghiera. Gesù "se ne andò ", si allontana dagli altri, dai suoi, per pregare, per sostare presso il Padre, per riaccogliere la sua presenza di vita. "E pernottò nella preghiera di Dio". Il suo rifugio è Dio. La preghiera è la sua casa.

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Risolutezza e tenerezza

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27 ottobre 2022

La pagina del vangelo oggi ci fa contemplare due tratti tutt’altro che contrastanti dell’umanità di Gesù: la sua risolutezza e la sua tenerezza. Due atteggiamenti che egli ha vissuto nello scorrere del tempo: un “oggi, un domani e un giorno seguente” attraverso cui la sua e le nostre esistenze si dipanano e prendono forma.

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Appello all'autenticità

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26 ottobre 2022

Il vangelo oggi contiene una parola che ci ferisce nell’ascoltarla:“Non vi conosco … allontanatevi da me” (v. 25 e 27). Gesù risponde alla domanda di chi gli chiede chi si salverà e se saranno pochi a salvarsi con parole che racchiudono una durezza e una fermezza proprio verso chi gli dice di aver mangiato e bevuto alla sua presenza e ha ascoltato i suoi insegnamenti. 

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Dio desidera incontrare e liberare ogni essere umano

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24 ottobre 2022

Gesù di Sabato si reca in sinagoga per insegnare: anche altre volte il redattore del terzo vangelo ci presenta Gesù nella stessa situazione. All’inizio del suo ministero quando gli viene consegnato il rotolo di Isaia: “Lo spirito del Signore è su di me… Mi ha mandato a proclamare ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista…” . Così Gesù commenta queste parole: “Oggi si è compiuta questa scrittura” (Lc 4,16-21). 

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