Vangelo del giorno
23 maggio 2026
Al termine del grande discorso pronunciato durante l’ultimo pasto con i suoi discepoli, Gesù si rivolge al Padre per affidargli i suoi discepoli e quelli che crederanno in lui mediante la loro parola. Qui dunque Gesù prega per noi, come alla fine dell’evangelo penserà ancora a noi, lettori dell’evangelo ma soprattutto credenti in lui, per proclamarci beati: “Beati quelli che, senza aver visto, hanno creduto” (Gv 20,29).
Vangelo della domenica
24 maggio 2026
Giovanni 20,19-23 (At 2,1-11; 1Cor 12,3b-7.12-13)
Pentecoste
di fratel Luciano
Nel giorno in cui al cuore della festa c’è lo Spirito santo, siamo condotti a considerare la centralità del corpo: il corpo di Gesù, il corpo dei discepoli, il corpo che è la chiesa. Sotto il soffio dello Spirito le esperienze dei discepoli diventano esperienze di amore: del creato, degli altri, di sé, del Signore. Questa l’opera di unificazione che lo Spirito attua. Fare di noi e dei nostri corpi degli atti di amore.