Vangelo del giorno
3 novembre 2026
Siamo al culmine degli insegnamenti di Gesù durante il pranzo festoso di un giorno di Sabato, spazio di convivialità religiosa e di relazioni umane per eccellenza.
Guarendo un idropico Gesù si è mostrato attento alla situazione esistenziale di un uomo e l’ha stabilita criterio del religioso; nelle indicazioni per gli invitati e per chi invita, ha proposto il decentramento da sé, senza accaparramenti e primati, e la gratuità che si prende cura e non cerca guadagno immediato ma la ricompensa del Regno.
Vangelo della domenica
1 novembre 2026
Matteo 5,1-12a (Ap 7,2-4.9-14; 1 Gv 3,1-3)
Solennità di Tutti i Santi
di fratel Luigi
La santità non è isolamento o impeccabile perfezione, ma l’audacia di abbattere ogni barriera per amare. Nelle Beatitudini, Gesù non propone una dottrina astratta, ma consegna il segreto della sua stessa gioia: una vita vissuta a mani vuote. Essere santi significa riscoprirsi mendicanti amati, capaci di trovare la gioia nell’ascolto di una Presenza: riconoscersi poveri diventa così l’unico grembo possibile per fare spazio all’abbraccio misericordioso di Dio.