In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

Pregare Dio come Padre

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5 ottobre 2022

La preghiera che Gesù insegna ai discepoli e alle discepole inizia con un brusco “Padre”. Gesù educa a mettersi alla presenza del Dio in cui crede chiamandolo “Padre”. Più che fermarsi sul perché Gesù insegni una tale preghiera o commentare le singole domande, ci interroghiamo sul significato di chiamare Dio “Padre” da parte dei credenti nel passaggio dalla preghiera alla vita.

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Leggeri come Francesco

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4 ottobre 2022

Questo testo è stato scelto dal lezionario per la memoria di Francesco d’Assisi, forse perché la sua vita è stata una comprensione profonda e uno specchio di queste parole. Esse sono citate nella sua Lettera a tutti i fedeli: “Dio vuole che tutti siano salvi per Lui (Gesù)

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Fare o lasciar fare?

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3 ottobre 2022

Ritroviamo oggi la famosa parabola del Samaritano, che solitamente chiamiamo del “buon Samaritano”; ma nel testo quest’aggettivo non c’è, perché si addice solo a Dio: “Perché mi chiami buono? – chiederà Gesù – Nessuno è buono, se non Dio solo” (Lc 18,19).

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Dov’è la vera gioia

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1 ottobre 2022

C’è una logica che ci può apparire strana nelle parole di Gesù; si ha come l’impressione che parli e viva su un registro diverso da quello solito, di molti, quasi parallelo, che talvolta si intreccia, ma altre volte rimane come estraneo. Si ha come il senso di una sua diversità e di una sua solitudine incolmabile, come di un altro piano su cui vive rispetto a quello di molti, anche se forse non di tutti.

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“Vedere” accanto a noi gli angeli di Dio

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29 settembre 2022

I pochi versetti di oggi, scelti dalla liturgia per la festa degli angeli e messaggeri del Signore, sono incentrati sul “vedere”: Gesù è un uomo capace di “visione”, vede una realtà (Nicodemo che gli viene incontro), ma sa leggere tale realtà nel suo divenire storico-salvifico, sia passato (lo sguardo di Gesù si è posato su di lui ben prima di quell’incontro) che futuro (promette a Nicodemo che arriverà a vedere a sua volta la realtà con un altro sguardo, quello di Dio). Visione, quindi, che traversa presente, passato e futuro.

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Il volto di chi sale a Gerusalemme

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27 settembre 2022

Noi non conosciamo il volto di Gesù. Il Vangelo non è una biografia come quelle degli uomini famosi del mondo greco-romano che ci hanno lasciato una descrizione fisica del personaggio. Questo vuoto è stato colmato dalla tradizione iconografica, in cui crediamo che si possa trovare una traccia del “volto santo”, della “vera icona” (la Veronica). I Vangeli ci parlano di questo volto soltanto di riflesso: nel racconto della trasfigurazione e in questo testo lucano.

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La tentazione di essere più grandi degli altri

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26 settembre 2022

Va riconosciuto quanto è ben espresso all’inizio del libro della Genesi (Gen 4,7): il pensiero cattivo, il peccato è accovacciato alla porta del nostro cuore, pronto a entrare in no,per sbranarci come “leone ruggente”. Occorre resistergli con saldezza, occorre dominarlo. Come tutta la tradizione spirituale insegna, con il peccato non bisogna dialogare, non bisogna lasciarlo entrare.

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Lodare Dio in mezzo alle prove

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24 settembre 2022

Questo brano evangelico ci fa entrare nella preghiera di Gesù, nella vita intima del suo cuore. Non è un insegnamento come il “Padre nostro” (“insegnaci a pregare” aveva chiesto un discepolo), ma è un grido spontaneo di giubilo. È innalzamento del suo cuore nella lode al Padre perché i suoi sensi spirituali (cioè abitati dallo Spirito) gli rivelano l’azione del Padre nel mondo, in particolare riguardo alla sua missione di messia. 

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Gesù domanda

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23 settembre 2022

Con il vangelo di oggi siamo davanti a una domanda, sempre urgente e rinnovata per ciascuno e per noi come comunità, la domanda di Gesù rivolta ai discepoli, non genericamente alla gente: “Voi però chi dite che io sia?”

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Lasciarsi prendere

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22 settembre 2022

“Chi è dunque costui del quale sento dire queste cose?”. Il breve cenno iniziale alla reazione di Erode, all’epoca governatore di uno dei territori della Palestina per conto dei Romani, interrompe il racconto dell’invio in missione dei discepoli. La sua domanda rimane come sospesa e sarà ripresa da Gesù stesso più avanti quando chiederà ai suoi discepoli che cosa le folle pensino di lui.

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Il Padre e i fratelli

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20 settembre 2022

La breve pericope odierna segue la parabola del seminatore. Luca precisa “Poiché accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme…”. E alla fine avverte “Fate attenzione dunque a come ascoltate”. Il contesto immediato della pericope riguarda l’ascolto, o – meglio- l’ascolto vero, unito al mettere in pratica quella parola che Dio ci rivolge e che riorganizza le nostre relazioni di fraternità e figliolanza.

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Come ascoltate

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19 settembre 2022

Questi detti di Gesù fanno parte di una serie di brevi detti contenuti nella fonte comune utilizzata dai tre evangelisti sinottici, ma ciascuno li ha collocati in momenti diversi del racconto con un preciso intento redazionale. Ora Luca ci sta parlando dell’ascolto della Parola e della fede che deve mutare questo ascolto in prassi.

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