In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

Una parola che apre orizzonti di futuro

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13 agosto 2022

Gesù annuncia ai suoi discepoli per la seconda volta, ciò che gli accadrà, parla in terza persona: il Figlio dell’uomo. La sua vicenda abbraccia l’intera vicenda dell’umanità, la sua passione e morte diviene sintesi della passione e morte dell’umanità intera, delle vittime della storia, dei perseguitati di sempre, dei piccoli e poveri oggetto di ingiustizia e di rapina. Il Figlio dell’uomo nella sua vicenda raccoglie sulla croce le sofferenze dell’umanità di sempre, le porta tutte con sé nella tomba.

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La feconda crisi dell’insuccesso

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12 agosto 2022

I vangeli sono anche, a più riprese, racconti di crisi. Raccontano la corsa della buona notizia del vangelo che, per la sua sconvolgente irruzione nel quotidiano della storia attraverso la vita dell’uomo-Dio Gesù Cristo, mette in crisi il quotidiano delle vite. Anzi, potremmo addirittura dire che vangelo e crisi vanno sempre insieme: la dinamica del vangelo è sempre dinamica di crisi, ovvero di momenti in cui il seme del Regno misteriosamente piantato nel cuore di un uomo o di una donna fa screpolare la terra in cui è piantato, aprendola a una nuova fecondità.

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Senza nulla di proprio

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11 agosto 2022

Oggi, per fare memoria di Chiara d’Assisi, ascoltiamo le esigenze evangeliche che Gesù pone a chi lo vuol seguire. Perché Chiara le visse con audace libertà e radicalità. Nessun altro rifiutò con tale perseveranza il possesso di beni e privilegi per sé e la sua amatissima comunità; e sopportando, nel patire di Cristo, l’umiliante e anti-evangelico divieto ecclesiastico di servire ed evangelizzare i poveri, forma vitae che tanto desiderava.

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Prenda la sua croce e mi segua!

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10 agosto 2022

Delle parole che Gesù rivolge ai discepoli, subito dopo che Pietro gli ha manifestato la sua opposizione scandalizzata all’annuncio della sua passione e risurrezione (“Dio non voglia, Signore, questo non ti avverrà mai”), vorrei qui sottolineare un’unica espressione: “Prendere la propria croce” (v. 24). 

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Voi chi dite che io sia?

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9 agosto 2022

Il vangelo di Matteo, come quello di Marco, precisa la collocazione geografica della confessione di Pietro. Gesù si trova a Cesarea all’estremo nord di quella che era considerata terra di Israele; la città era stata ricostruita verso il 3 a.C. da Erode Filippo, che le dato il nome di Cesarea in onore dell’imperatore Cesare Augusto. Di fronte a questa città, Gesù interroga i discepoli: “Gli uomini chi dicono che sia il Figlio dell’uomo?”. I pareri sono tanti e diversi. Lo erano attorno ai discepoli, lo sono attorno a noi. 

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Quale lievito fa crescere la nostra vita?

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8 agosto 2022

Diverse volte nei vangeli troviamo descritta l’incomprensione che Gesù subisce da parte di scribi e farisei, un’incomprensione che si trasforma poi in ostilità e inimicizia. Ma spesso i vangeli non tacciono neppure l’incomprensione dei discepoli che faticano a capire il loro maestro: essi hanno punti di partenza, parametri di valutazione e priorità diverse da quelle di Gesù ed egli pazientemente deve spiegare, deve correggere, deve “riprendere il discorso”.

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Ascoltare il volto del Figlio

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6 agosto 2022

Contemplare l’evento della Trasfigurazione seguendo il racconto di Luca ci permette di fissare lo sguardo del nostro cuore sul contesto di preghiera in cui tutto si svolge: preghiera di Gesù – che Luca del resto sottolinea in tutto il suo Vangelo – ma anche preghiera dei due uomini con lui: Mosè ed Elia sono sì la Legge e i Profeti, ma per Luca qui sono innanzitutto due oranti in dialogo con Dio.

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Una “piccola donna” da una grande fede

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5 agosto 2022

Gesù è in uscita, prende le distanze dalla sua terra. Dopo l’imponente insegnamento sul puro e sull’impuro, in cui ha scardinato consuetudini religiose sacralizzate e segnate da sterili legalismi, si incammina verso una regione straniera. Dal verbo greco usato deriva la parola “anacoreta”: Gesù si ritira, si dirige in una zona appartata, forse per evitare ulteriori controversie o semplicemente per respirare un’aria meno pesante.

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Che cosa contamina l’uomo?

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4 agosto 2022

La folla, i discepoli e Pietro voce dei discepoli sono gli interlocutori di Gesù nel brano evangelico di oggi, relativamente ad una questione di decisiva importanza: che cosa contamina l’uomo, lo rende impuro, lo abbruttisce, lo disumanizza? La risposta è data alla folla, compresi i discepoli, Pietro e gli uditori di ogni luogo e tempo resi contemporanei all’evento attraverso la lettura: il leggere risveglia dal sonno la parola udita e questa risuscita a vita nuova, a inediti orizzonti di pensiero i lettori. 

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“Trasgredire”, andare oltre

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3 agosto 2022

I discepoli di Gesù sono accusati di non rispettare quanto fissato dalla tradizione. O meglio da una particolare traduzione della tradizione custode della fede. Nella fattispecie, la corrente farisaica aveva esteso a tutto il popolo le abluzioni di per sé richieste solamente ai sacerdoti, addetti al culto, così traducendo per tutti il desiderio di Dio: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo” (Lv 19,2).

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I margini della grazia

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2 agosto 2022

Dopo l’approdo, la gente accorre verso Gesù; ora sono onde di malati che si riversano incontro a lui, pur mantenendo una distanza rispettosa, un riserbo pudico, di chi non chiede di incontrare direttamente il Medico, per esporgli la propria condizione. Ma è l’umiltà un po’ timida di chi si tiene in disparte, e quasi non osa sperare l’insperabile. Si accontenterebbero “di poter toccare almeno il lembo del suo mantello”: solo uno sfioramento di dita, che vorrebbero carezzare il tessuto della sua veste, quasi senza disturbarlo, senza trattenerlo, senza interrompere il suo andare.

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Fare la differenza

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1 agosto 2022

Lo sguardo di Gesù ci raggiunge e per noi pronuncia una parola (cf. Mt 5,1): oggi una parola di beatitudine, la parola che è la sua buona notizia. “Beati voi…” (v. 11), dopo la serie di beatitudini espresse alla terza persona. Beati voi maltrattati, che subite violenza e ingiustizie, che venite denigrati, offesi.

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La passione del Precursore

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30 luglio 2022

Giovanni il battezzatore irrompe nella storia di Israele come colui che predica nel deserto la conversione, il ritorno al Signore perché il Signore è Veniente. “Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. Dice a gran voce che il tempo dell’attesa è compiuto, ora è il tempo del compimento delle promesse.

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Amicizia creativa e liberante

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29 luglio 2022

Gesù ricorre alla lingua dell’amicizia per esprimere il cuore della relazione dei credenti con lui (Gv 15,13-17). Lo fa, perché conosce l’amicizia. Nel vangelo si parla di tre suoi amici, Marta, Maria e Lazzaro (Gv 11). L’amicizia è perciò la chiave per leggere il vangelo della loro festa.

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Entrare nella parabola

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28 luglio 2022

Il Regno è la stessa presenza di Gesù, vi si accede dunque con la sequela, anche se non è ancora pienezza, compimento. Discepolato, via e primizia del Regno, possibile a tutti, anche agli avversari irriducibili di Gesù, che in Matteo sono spesso proprio gli scribi. Qui lo scriba è addirittura il modello proposto, colui cui è reso possibile mettere in sintonia ed unificare l’antico e il nuovo, il prima ed il dopo. Il discepolo è sintesi e unità, non divisione e incolmabile spaccatura!

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