Trasformazione interiore

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Fino a quando Cristo non inizia a operare il cambiamento interiore venendo ad abitare al posto del nostro ego, a unire a noi le sue qualità e a inserirci tra le fila di coloro che attendono il loro turno celeste, saremo in realtà semplici coloni terrestri, e la nostra nostalgia del cielo resterà una semplice nostalgia. Dobbiamo rivestirci del Signore ora, perché è un diritto che abbiamo acquisito nel battistero “poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo” (Gal 3,27). Dobbiamo praticare questo mistero quotidianamente.

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Beata debolezza

La maggior parte di noi è inquieta, se non addirittura smarrita, quando ci appare, in modo più o meno brutale, la nostra debolezza. Alcuni arrivano perfino a fuggire: bisogna aver già una certa esperienza dell'amore di Dio per osare permanere nella debolezza e riconciliarsi con il proprio peccato.

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E’ possibile conoscere lo Spirito Santo?

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Lo Spirito Santo, che “soffia dove vuole” e di cui non si sa “né da dove viene né dove va” (Giovanni 3,8) è come uno sconosciuto nella confessione di fede dei cristiani…. Resta circondato da un profondo mistero. Ma il quarto Vangelo ci rivela che, pur se il mondo non conosce lo Spirito Santo, visto che non può riceverlo, i credenti invece lo conoscono, “perché egli dimora presso di loro e sarà in loro” (Giovanni 14,17).

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Il mistero che noi dobbiamo conoscere

La liturgia educa il credente alla preghiera indicando anzitutto il primato dell’ascolto della parola di Dio contenuta nelle Scritture. Affermare che nella rivelazione giudeo-cristiana l’ascolto è dimensione essenziale e costitutiva della preghiera, significa relativizzare la parola dell’uomo, ponendola come atto secondo, come risposta.

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Dio non è mai «prevedibile»

Ciascuno di noi è amato e chiamato da Dio in modo unico, inconfondibile. La «scelta» può aver luogo soltanto se il cristiano vive in unatteggiamento di fondamentale apertura e disponibilità e si sforza continuamente di conservare questo atteggiamento. Ciò significa soprattutto che le decisioni veramente vitali non vanno prese in base a criteri di utilità e convenienza, e che non si deve escludere nessuna delle possibilità che Dio segnala.

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