Praticare la gioia

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Caro giovane,
vogliamo far sì che il nostro cuore divenga lieto.

Non allegro, che è qualcosa di completamente diverso. Essere allegri è un fatto esterno, rumoroso, e presto si dissolve. La gioia invece vive nell'intimo, silente, è profondamente radicata. Essa è la sorella della serietà: dove è l'una è anche l'altra.

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Orientarsi nel deserto

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Una muscolatura segreta e viva

Ho vissuto tre anni nel Sahara. Chiunque abbia conosciuto la vita sahariana, dove tutto in apparenza non è che solitudine e privazione, piange quegli anni come i più belli che ha vissuto.

Certo, il Sahara non offre, a perdita di vista, se non sabbia uniforme o più esattamente, poiché le dune sono rare, una distesa di sabbia pietrosa. Vi si è sommersi in permanenza in uno stato assoluto di noia. Eppure invisibili divinità vi costruiscono una rete di direzioni, di pendii e di segni, una muscolatura segreta e viva. Non c’è più uniformità.

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In ogni nuovo giorno

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Da forze buone avvolto in modo fedele e silenzioso
protetto e miracolosamente confidente
voglio queste giornate vivere con voi
ed entrare con voi nel nuovo anno.

Quello vecchio vuol tormentare ancora il nostro cuore
ancora ci opprime il duro peso dei miseri giorni:
oh, Signore, dona alle nostre anime impaurite
la salvezza, per cui ci hai creati.

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Il desiderio di intimità

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Tutti noi abbiamo conosciuto quei momenti di ossessione quando qualcuno diventa l’oggetto di tutti i nostri desideri, il simbolo di tutto ciò che abbiamo sempre desiderato, la risposta a tutti i nostri bisogni. Se non arriviamo a essere uno con quella persona ci sembra che la nostra vita sia vuota e priva di significato. L’oggetto del nostro amore ricolma quel pozzo profondo di bisogni che scopriamo in noi.

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Vedere il mondo nella sua interezza

La cosa più difficile del mondo è essere dove siamo. Ci circondiamo di stratagemmi per non vedere; sempre di più ironicamente, man mano che acquisiamo mezzi d’informazione più efficaci. Teorizziamo, giustifichiamo e teologizziamo; cerchiamo prospettive che rendano i problemi particolari e personali meno dolorosi

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Responsabilità/alterità

Nella lingua latina il termine che corrisponde alla parola italiana “responsabilità” è sponsio che vuol dire propriamente “promessa”, “impegno”; suo sinonimo è praestatio che vuol dire rendersi garante di qualcuno o di qualcosa. Responsabile è dunque colui che si fa mallevadore di qualcun altro. La responsabilità è una presa in carico: essa obbliga a una risposta. C’è responsabilità solo in quanto c’è relazione.

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Scelte e rinunce

Uno dei criteri più decisivi della maturità è la capacità di fare scelte libere e durature. Certamente c’è una realtà che noi non scegliamo, ed è la morte. Quando viene scelta deliberatamente, prende il nome di suicidio. L’esperienza psichiatrica – dal lato del terapeuta – affronta di continuo questa realtà.

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Il senso di colpa

Se il nostro cuore ci accusa, Dio è più grande del nostro cuore e discerne ogni cosa (cf. 1Gv 3,20). La parola della Bibbia lascia intendere che non ci si dovrebbe affidare al senso di colpa, sia che si adotti con Calvino e gli antichi riformatori l’interpretazione di un Dio ben più severo del “nostro cuore”, sia che si adotti con Lutero e i moderni l’interpretazione di un Dio ben più misericordioso del “nostro cuore”.

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