Mezzo di comunione

Beato Angelico, Scene e storie dei padri del deserto, particolare.
Beato Angelico, Scene e storie dei padri del deserto, particolare.

Fratelli, sorelle,

nel quinto paragrafo la nostra Regola parla di se stessa:

La presente regola spirituale è un aiuto per te, uno strumento per vivere l’Evangelo e soprattutto un mezzo di comunione fraterna. Essa vuole essere per te non una legge ma una descrizione di vita senza la quale non si può edificare una comunità e non ci può essere creazione comune” (RBo 5).

Anzitutto la Regola si presenza come una bussola, un segnavia, un indicatore di via capace di tracciare una traiettoria da seguire. Questa traiettoria è disegnata dal Vangelo, è la vita di Gesù descritta nell’Evangelo e a cui rinvia la Regola, Regola che vuole essere un aiuto “per camminare più speditamente sulle tracce di Cristo” (RBo 5) o, per dirla con la Regola di Benedetto, per “correre sulla via dei comandamenti del Signore con cuore dilatato” (RB Prologo).

Non un consuetudinario dunque, non uno statuto, non una legge, ma qualcosa di più basilare, essenziale, fondante, di più ispirante. Si tratta di una “regola spirituale”. Che vuole aiutare ed edificare la vita profonda, il cuore, di ciascuno e della comunità tutta, che vuole indicare ma senza normare troppo precisamente perché allora si impedirebbe il dinamismo e il divenire della vita comunitaria che è la vera destinataria della regola.

Al tempo stesso il suo carattere spirituale non è per nulla troppo vago, intimistico o evanescente anzi, abbraccia anche il lavoro, l’ospitalità, i servizi, le relazioni fraterne, le attività, le relazioni con le chiese e via dicendo. Perché il suo fine è la vita della comunità. È uno spirituale che dunque riguarda anche il corpo, di ciascuno come della comunità nel suo insieme. È uno spirituale che riguarda anche il fare, l’agire. E riguarda in particolare la modalità dell’agire come del pensare e del vivere: la modalità comunionale. Il tener presente l’altro, gli altri, ciascuno degli altri, nel pensare, agire e vivere. Ciò che è una difficoltà veramente grande per noi tutti e di fronte a cui siamo tutti carenti e dobbiamo riconoscerci mancanti.

Perciò, fratelli, sorelle, siamo sobri e vigilanti, perché il nostro Avversario, il Divisore, come leone ruggente si aggira cercando una preda da divorare. Resistiamogli forti nella fede perseguendo l’adesione alla Regola e creando modalità comunionali di relazione e non esclusive o escludenti. E tu, Signore, abbi pietà di noi.

fratel Luciano