Dobbiamo osare un cambiamento di paradigma: il dubbio ci serve, il dubbio è fecondo. Senza il dubbio non c’è avanzamento della conoscenza. Chi non ha dubbi, e pensa di sapere già tutto quello di cui ha bisogno, si frega con le proprie mani. Si chiude in una sorta di autoreferenzialità cognitiva e non si concede la possibilità di evolvere.
Se è difficile vedere risultati diretti delle nostre azioni a livello del globo, a livello del cosmo è del tutto impossibile. E tuttavia crediamo fermamente che l’opera della nostra vita consista nell’avanzare verso quella trasfigurazione in Cristo nella quale il cosmo intero è coinvolto. Il nostro destino è strettamente legato al resto della creazione, non solo per qualche milione di anni, ma per tutta l’eternità.
Nicolas de Staël, Calciatori, olio su tela (1952), collezione privata, Svizzera
copertina del libro di Armando Matteo, Il cammino del giovane
L’anno 1952 si è aperto con una delusione: la mostra che de Staël ha tenuto in una Galleria di Londra è stata un fiasco e questa delusione lo fa dubitare della strada che ha intrapreso.
Il 26 marzo del 1952, a Parigi, allo stadio del Parc des Princes, si gioca un'amichevole tra Francia e Svezia. Dopo un primo tempo piuttosto fiacco, la Svezia vince per 1-0.
Un tappeto nero copriva il suolo nella tenda della Regina; e nel nero un ricamo d’oro disegnava il sole e la beccaccia, il sole e la beccaccia. Sul tappeto, abbandonata sui cuscini di seta, sedeva la Regina, la Regina di Saba, sdegnosa e preoccupata. Un filo di perle pendeva fiaccamente dalla mano pallida appoggiata al ginocchio, giù lungo l’orlo della tunica; e sul tappeto nero-dorato le perle preziose e le dita pallide dei piedi nudi rivaleggiavano in nobiltà e delicatezza.