Message de la Congrégation pour le Culte Divin

XIIe Colloque liturgique international
LITURGIE ET COSMOS
Fondements cosmologiques
de l'Architecture liturgigue
Bose, 29 30 31 mai 2014
Organisé par le Monastère de Bose 
en collaboratione avec l'Officio national pour les biens culturels
ecclésiastiques de la Conférence épiscopale italienne

Cardinale Antonio Cañizares Lovera, prefetto della Congregazione del Culto Divino
MESSAGE DE LA CONGRÉGATION POUR LE CULTE DIVIN ET LA DISCIPLINE DES SACRAMENTS
(texte original en langue italienne)
 
Ai partecipanti al XII Convegno Liturgico Internazionale Liturgia e cosmo. Fondamenti cosmologici dell'architettura liturgica
 
Reverendo Padre Priore,
Reverendo Direttore dell'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici,
Illustri Organizzatori,
Relatori e partecipanti al Convegno Internazionale,
Carissimi fratelli e sorelle!
 
La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti volentieri esprime sentimenti di vivo apprezzamento e compiacimento per la promozione e l'organizzazione di questo XII Convengo Liturgico Internazionale che rappresenta un significativo passo in avanti nel rigoroso studio dello spazio liturgico da una prospettiva interdisciplinare e di orizzonte ecumenico, e che, da più di un decennio, con attenzione e dedizione promuovete e offrite a studiosi e persone interessate alla materia. Se parliamo di spazio liturgico e luoghi per la celebrazione è perché la nostra fede ci impone di affermare il legame indissolubile che il Creatore ha stabilito tra L'umanità e il cosmo (Genesi 1-2).
 
Un legame che, lungi dall'esser annullato dalla Redenzione esercitata da Dio per mezzo di Gesù Cristo, ha manifestato le sue implicazioni più profonde nell'Incarnazione e nella Risurrezione del Salvatore (come proclamato da San Paolo nella sua teologia della "ricapitolazione" e manifestato escatologicamente nelle rivelazioni del libro dell’Apocalisse). Da questo punto di vista, l'abbondante ricchezza dell'argomento del quale si parlerà nella seduta di quest'anno, consente di capire come le questioni liturgiche ci riconducano sempre ai "cardini della fede" e della novità Cristiana.
 
Quando si parla, quindi, di "Liturgia e cosmo", significa affrontare la grande questione dell'equilibrio tra natura e grazia, la corretta comprensione dell'autonomia del temporale e la netta distinzione tra il significato del sacro e del profano, che è proprio del mondo della fenomenologia delle religioni, e la comprensione sacramentale del sacro, che scaturisce dalla rivelazione del Nuovo Testamento. I nostri spazi sacri non sono in disputa con "il profano", ma diventano invece quei segni efficaci che rivelano la verità ultima della creazione in tutta la sua totalità e che muovono la grande fionda, questa tutta, verso il suo definitivo compimento all'interno del piano divino. {mospagebreak}
 
Lo spazio liturgico troverà non solo la sua propria funzionalità pratica riguardo i "Rituali Cristiani", ma potrà realmente rappresentare lo stimolo necessario al dinamismo sacramentale che sta alla base ed è anche principio di efficacia dell'impegno sociale ed ambientale dei Cristiani. La Chiesa, dai suoi luoghi di celebrazione, proclama Cristo e il suo Mistero Pasquale come il fondamento di una nuova armonia sociale e cosmica. Ogni chiesa, quindi, sotto questa prospettiva, ha una propria vocazione urbanistica e ecologica.
 
Questa forza e questa capacità si ritrovano inseparabilmente unite nel loro essere un "tutto liturgico" con la Chiesa, che in loro si unisce al Signore Nostro per offrire onore e gloria al Padre nell'unità dello Spirito Santo, celebrando i misteri Cristiani, in particolare la Sacra Eucaristia, come ci ha insegnato il Papa Benedetto XVI nella Sacramentum caritatis. Sia le affermazioni dal carattere più teologico, sia le applicazioni apparentemente più pratiche di questi giorni, sicuramente possono ricevere una grande luce dai testi biblici ed ecclesiali del Ordo Dedicationis Ecclesiae et Altaris, così come dai contenuti della "parte terza" del De Benedictionibus.
 
L'utilizzo di queste fonti liturgiche, lungi dal sottrarre vitalità alla riflessione teologica o culturale, assicurano al contrario la continuazione del rapporto con la Tradizione viva della Chiesa, dove si comprende particolarmente la presenza operante e permanente dello Spirito Santo che unisce, nel suo abbraccio, creazione e redenzione, antica e nuova alleanza, passato e futuro; lo stesso Spirito, che "aleggiava sulla superficie delle acque", all'inizio, e che poi grida con la Sposa, affrettandone il pieno compimento, "Vieni, Signore!" (Genesi l,2; Apocalisse 22,17).{mospagebreak}
 
Il nostro Augurio affinché il lavoro e il grande impegno di tutti partecipanti a questo XII Convengo Internazionale dia buoni frutti, e arricchisca e sostenga la Chiesa, la Società e il Creato, ora si fa preghiera: Deus, qui naturalium rerum virtutes hominum labori subdere voluisti, concede propitius, ut, operibus nostris christiano spiritu intenti, sinceram caritatem cum fratribus exercére, et creationi divinae perficiendae sociam operam praestare mereamur.
 
Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen
 
Antonio Card. Cañizares Llovera
Prefetto
 
+ Arthur Roche
Segretario