Noi, duri di cuore?
21 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 19,1-12 (Lezionario di Bose)
In quel tempo, 1Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano. 2Molta gente lo seguì e là egli li guarì. 3Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina 5e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? 6Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 7Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?». 8Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. 9Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
10Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». 11Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 12Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
Strano testo l’evangelo odierno, tanto strano che Luca, rileggendo gli evangeli secondo Marco e Matteo, ha preferito ignorare questo episodio, conservandone solo la dichiarazione secondo la quale chi ripudia la moglie e ne sposa un’altra commette adulterio (cf. Lc 16,18). Ma è anche testo strano, perché è stato variamente distorto nel corso della storia, specialmente quando si è fatto dell’unione coniugale indissolubile un dato naturale che andava da sé, per cui la Chiesa, e soprattutto quella latina, si mostra particolarmente intransigente in questa materia, allorché Gesù afferma chiaramente che nella storia, segnata dal peccato umano, cioè dalla “durezza di cuore”, l’indissolubilità appartiene al solo regime della nuova alleanza in cui si cerca, non senza difficoltà, di fare propria la volontà originale di Dio.
La legge mosaica si mostrava più tollerante, ciò che ci vale la domanda dei farisei, dei quali però si aspetterebbe una domanda più precisa, relativa cioè ai motivi che possono giustificare il ripudio. Notiamo tra parentesi che Marco era più “moderno” di Matteo in quanto non parlava solo del ripudio della moglie da parte del marito, ma anche di quello del marito da parte della donna (cf. Mc 10,11-12). Così com’è formulata, la domanda può ricevere solo una risposta negativa: è evidente che non si può ripudiare la moglie per “qualsiasi motivo” e i rabbini hanno sviluppato tutta una casistica su ciò che permette il ripudio o il divorzio e ciò che non li consente.
Gesù procede diversamente. Non lo interessano i motivi o le colpe che possono giustificare il ripudio. Sarebbe come curare i sintomi senza rimuovere la causa, e quindi risale a monte, là dove ogni essere umano dà origine al suo agire: il cuore. Non il cuore anatomico di cui si occupano i medici, ma il cuore “ebraico”: l’interiorità, la sede delle nostre decisioni.
Ora, anziché trovare un cuore che ascolti e custodisca le parole del Signore, anziché trovare quel cuore che Salomone chiese a Dio all’inizio del suo regno: “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male” (1Re 3,9), Gesù scorge, non solo presso i farisei, ma presso ogni essere umano, un cuore che non è di carne, ma di pietra, proprio la “durezza di cuore”.
Condiscendente, Dio aveva autorizzato il ripudio e/o il divorzio, perché non voleva che la vita coniugale – che avrebbe permesso di rendere visibile la fedeltà di Dio alla sua alleanza con l’umanità – diventasse un inferno, ma aveva anche progettato di mandare suo Figlio sulla terra per compiere la promessa che aveva fatto annunciare dal profeta Ezechiele: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme” (Ez 36,26-27). Ma noi, abbiamo davvero accolto quello Spirito che ci è stato dato?
fratel Daniel