“Chi ha orecchi per ascoltare ascolti”

Foto di Look up look down photography su Unsplash
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16 febbraio 2026

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 13,1-9 (Lezionario di Bose)

1Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. 2Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
3Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. 5Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, 6ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. 7Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. 8Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9Chi ha orecchi, ascolti».


Cominciamo oggi a leggere il discorso in parabole. Lo abbiamo già ascoltato più volte e questo rischia di anestetizzare la nostra attenzione. È facile supporre di conoscerlo già, facendo sì che il messaggio profondo di Gesù scivoli via senza riuscire a penetrare nei nostri cuori e a trasformare la nostra vita.

Dopo questa premessa, andiamo ad analizzare il testo soffermandoci su una delle tante dinamiche che esso mette in atto. Vedremo tre passaggi: si comincia con Gesù che esce. Poi viene descritta la semina e un difficile raggiungimento del frutto. Alla fine, troviamo il forte invito all’ascolto.

Il passaggio da cui partiamo è descritto all’inizio del testo: “In quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare”. Questo uscire di Gesù ci rivela che l’iniziativa è sua: è lui che decide di non starsene chiuso in casa con il suo stretto gruppo di amici, ma si alza ed esce. La posizione seduta rivela l’atteggiamento del maestro che insegna. E questo suo stare seduto continua anche dopo che egli è salito sulla barca, proprio per sottolineare il suo essere determinato a insegnare “parlando di molte cose”.

Perché Gesù parla di molte cose? Perché Gesù non è soltanto seduto davanti al mare, ma si trova davanti a un mare di persone che si sono radunate attorno a lui, tanto che ha dovuto salire su una barca per fare in modo che le sue parole possano raggiungere il maggior numero di persone possibile.

Nel secondo passaggio viene descritta una semina. Ma chi è che sta seminando? A prima vista è il seminatore. Ma il primo atto di questo seminatore non è seminare bensì uscire: “Ecco il seminatore uscì a seminare”. Questo uscire del seminatore sembra un particolare non particolarmente importante, e in effetti non è centrale nel racconto, ma richiama l'atto stesso compiuto da Gesù che abbiamo appena descritto: l'uscire. Questo, come altri particolari del racconto, rivelano che Gesù sta descrivendo quel che lui stesso sta facendo. La parabola descrive sia un seminatore che sparge il seme in un campo sia Gesù nell’atto del seminare la parola nei cuori degli ascoltatori. Così si comprende anche come mai il seminatore compia un’azione decisamente anomala come il seminare sulla strada, sul terreno sassoso e tra i rovi. In realtà qui, in modo indiretto, viene descritta l’azione di Gesù che vuole raggiungere il cuore di più ascoltatori possibile, al di là della loro predisposizione ad accogliere il suo insegnamento. 

“Chi ha orecchi per ascoltare ascolti” è il terzo e ultimo passaggio. Di fronte a Gesù che semina con abbondanza la sua parola, la risposta a noi richiesta non può essere nient’altro che l’ascolto. Ma, lo sappiamo bene, ascoltare è tutt’altro che facile. A ognuno di noi viene più spontaneo parlare. Il parlare infatti ci rende protagonisti, ascoltare invece è un’azione passiva in cui, volontariamente o no, si ricevono stimoli che non provengono da noi e che siamo chiamati ad accogliere. Questa passività che non fa essere protagonisti rende l’ascolto difficile. Difficoltà ben rappresentate nella parabola dalle varie avversità che non fanno fruttificare i semi, e che siamo chiamati a esaminare personalmente. Così potremo davvero ascoltare e raggiungere frutti che rendano la nostra vita bella buona e felice.

fratel Dario da Cellole


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