Giovanni, la lampada della Luce - II Domenica di Avvento

Icona di san Giovanni Battista, 1300 circa, prodotta a Costantinopoli, British Museum, Londra
Icona di san Giovanni Battista, 1300 circa, prodotta a Costantinopoli, British Museum, Londra

5 dicembre 2021

Giovanni Battista è oggetto di particolare venerazione nella liturgia bizantina che gli dedica molteplici feste: il 23 settembre commemora la sua concezione, il 24 giugno la nascita, il 29 agosto il martirio e il 7 gennaio giorno successivo alla festa del Battesimo di Gesù, in conformità alla prassi delle liturgie orientali che, nel giorno seguente la grande festa, celebra il personaggio per mezzo del quale Dio porta a termine il suo disegno di salvezza; due feste, il 24 febbraio e il 25 maggio, sono dedicate alla celebrazione del “ritrovamento del prezioso capo del santo profeta, precursore e battezzatore”. Al Battista viene anche dedicata l’ufficiatura del martedì nel corso dell’anno. Nell’iconostasi che separa il santuario dalla navata nelle chiese orientali, a destra dell’icona di Cristo rappresentato come il Re assiso sul trono di gloria, vi è l’icona della Madre di Dio e a sinistra quella di Giovanni Battista; questi viene anche commemorato durante l’ufficio della preparazione dei doni, la protesi, e nella commemorazione dei santi al termine dell’anafora. 

L’innografia parla del Precursore come dell’“angelo di Cristo” o “angelo di Dio” impiegando il termine greco ánghelos (= angelo o messaggero) che troviamo nella profezia di Malachia 3,1: “Ecco, io manderò un mio messaggero (in greco: ánghelos) a preparare la via davanti a me” (cf. Mt 11,10). Per questo motivo spesso nelle icone il Battista è rappresentato con le ali. 

La liturgia del 24 giugno lo canta quale “uomo per natura, ma angelo quanto alla vita” e lo chiama “cittadino del deserto”; i monaci videro in lui, insieme a Elia ed Eliseo, un precursore del loro genere di vita. Nella festa di Antonio, padre dei monaci, si dice che il santo monaco “ha imitato i costumi di Elia e seguito il Battista sui retti sentieri” (17 gennaio, A II,1163).

Ma il Precursore è soprattutto colui che indica il cammino verso il Messia e verso il suo regno e unisce così l’antica e la nuova alleanza. La liturgia lo canta “profeta del Verbo divino e insieme suo araldo e precursore”, “profeta nato da un profeta”, “compendio dei profeti”, “battezzatore e apostolo”.

Legislatore servo era Mosè,
mentre Gesù è il Dio del nuovo patto:
ma ora per entrambi il Precursore come mediatore canta:
Opere tutte, benedite il Signore
(A IV,643).

Ecco la lampada che risplende
per quelli che sono nelle tenebre dell’esistenza,
ecco la rondine dalla bella e chiara voce,
che a tutti indica la primavera, il Cristo:
ecco il Precursore sommo,
il mediatore tra l’antico e il nuovo patto
(A IV,183).

A tutti chiede Giovanni la conversione, la metanoia, il mutamento del cuore. 

La voce del Verbo,
la lampada della luce,
la stella che precede l’aurora,
il Precursore del sole,
grida a tutti i popoli nel deserto:
Convertitevi, e cominciate a purificarvi;
ecco, è giunto il Cristo,
per riscattare dalla corruzione il mondo
(A I,1276).

La sua voce risuona in ogni tempo “per le anime divenute deserte e rese dai vizi terra incolta”. Consapevole del proprio deserto interiore l’orante si rivolge al Battista supplicandolo con queste parole: 

Come mostrasti le vie della vita ai popoli, o Giovanni, gridando:
“Raddrizzate i vostri cuori per il Signore”,
così salva la mia anima piena di peccati,
trafiggi di compunzione la mia anima indurita
e strappami dal futuro castigo con le tue preghiere,
o Precursore del Salvatore
(A I,421).

Origene, commentando il passo del vangelo di Luca 3,1-6 presenta una lettura spirituale del deserto e della via che in esso bisogna preparare; dice:

Il Precursore di Cristo, la voce che grida nel deserto, predica nel deserto dell’anima che non ha pace ... Preparate una via per il Signore. Quale via prepareremo? Una strada materiale? La parola di Dio può preparare un simile cammino? O non bisogna piuttosto preparare una strada interiore e disporre nel nostro cuore sentieri diritti e piani? Questa è la via per la quale è entrata la parola di Dio che prende dimora nel cuore umano capace di accoglierla (Sul vangelo di Luca om. 21,5).

sorella Lisa


I passi della liturgia bizantina sono tratti da Anthologhion di tutto l’anno I-IV, a cura di M. B. Artioli, Lipa, Roma 1999-2000; lo indichiamo con una A seguita dal numero del volume e della pagina.