Erano forse più peccatori?

Photo by Dan-Cristian Pădureț on Unsplash
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23 ottobre 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 13,1-9 (Lezionario di Bose

In quel tempo1 si presentarono a Gesù alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». 6Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. 7Allora disse al vignaiolo: «Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?». 8Ma quello gli rispose: «Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. 9Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai»»


Fatti di cronaca: violenze di un potere tirannico, per il quale gli esseri umani sono solo casi, numeri o addirittura merce; disastri casuali o criminali, crolli di torri, di ponti o di case. Sembra di leggere ciò di cui si nutrono i nostri giornali, benché non sia ciò che effettivamente riempie il nostro quotidiano. Inoltre, le notizie giornalistiche si accontentano di riferire gli eventi, tutt’al più cercano i colpevoli per trascinarli davanti ai tribunali. Ma le vittime ben presto sono dimenticate. Invece Gesù si interessa ad esse: perché loro?

Era allora normale vedere in simili eventi la punizione di una colpa, e nella felicità la ricompensa del giusto. Non diceva forse il Salmo: “Ero giovane e ora sono anziano: non ho mai visto il giusto abbandonato né i suoi figli mendicare il pane”? O: “Ho visto il malvagio trionfare …; sono ripassato ed ecco, non c’era più, l’ho cercato e più non l’ho trovato” (Sal 37,25.35-36). Anche gli amici di Giobbe non cessano di ribadire lo stesso pensiero. Fosse vero! 

Ma Giobbe e Qohelet, che gli fa eco, contestano fondamentalmente questo teorema. Sono precursori dell’insegnamento di Gesù.

No, le catastrofi non sono punizioni di Dio per qualche colpa commessa dalle vittime. In realtà non c’è spiegazione, neanche da parte di Gesù; l’origine del male e la scelta delle vittime restano un enigma. Ma ciò non implica che non si possa dare ad esse un senso.

Da un lato sono manifestazioni di un male che invade le nostre esistenze e si insinua ovunque, in tutte le realtà della nostra vita, personali, comunitarie, nazionali, mondiali, politiche, religiose… e persino sportive.

Allora questi eventi drammatici costituiscono, d’altra parte, un ammonimento: queste vittime non erano più peccatrici degli altri, né di voi né di noi, e quindi: “Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” (v. 5). 

Ciò non vuol dire che la conversione ci eviterà sicuramente di subire la loro stessa sorte, ma che ciò che è capitato a loro non sarà stato – almeno per noi – inutile: ci avrà incitati alla conversione, che però non si identifica solo con la celebrazione del rito penitenziale o della riconciliazione; conversione è invece cambiamento nel modo di concepire la propria vita e le relazioni che intratteniamo con gli altri, cambiamento di mentalità che faccia di queste tragedie delle occasioni di solidarietà e di amore.

Altrimenti siamo come quel fico che il proprietario ha trovato, tre anni di seguito, senza alcun frutto: siamo solo alberi sterili che sfruttano invano il terreno. 

Ma anche se fossimo tali, non ci sarebbe ancora da disperare, perché c’è il vignaiolo – il Cristo –, il quale non si rassegna a vedere tagliato quell’albero. Egli si impegna a fondo, fino a dare la vita per noi, pur di non doverci tagliare… Anzi, anche alla fine, quando non c’è umanamente più niente da sperare, si rifiuta addirittura di procedere: “Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai” (v. 9), cioè: “Io non lo taglierò ma, se ci tieni, lo farai tu, tu che questo albero-essere umano hai creato”.

fratel Daniel