Pregare: consegnare i nostri gesti al Signore

Mare di Galilea Photo by james ballard on Unsplash
Mare di Galilea Photo by james ballard on Unsplash

13 gennaio 2021

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 1,29-39 (Lezionario di Bose)

In quel tempo a Cafàrnao29usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Gesù si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.


Marco, nella sua forma sintetica, densa e semplice, ci descrive nel brano di oggi tre scene dell’attività di Gesù. L’insegnamento e le azioni di guarigione di Gesù sono rivolte a gruppi di persone, a singoli, a parenti dei suoi discepoli. Egli agisce in vari spazi: in pubblico, nella sinagoga e in ambienti più ristretti come quello della casa di Simone. Vive la dimensione pubblica e quella privata con lo stesso intento e la stessa accoglienza. Egli è venuto a predicare il vangelo e a portare la salvezza a tutti coloro che la accolgono. L’esclusività del messaggio di Gesù non sta nella scelta di un “pubblico”, ma nella scelta di ognuno di noi ad accogliere o meno la sua Parola come Parola di vita.

Nel brano di oggi si parla della guarigione della suocera di Simone e poco dopo della guarigione di molti che accorsero a lui. La descrizione della guarigione della suocera di Simone è molto semplice, potrebbe sembrare anche insignificante rispetto al racconto di altri miracoli compiuti da Gesù. Eppure in questa semplicità e nel gesto che la donna farà dopo essere guarita si riassume il motivo profondo del disegno di salvezza che Gesù è venuto a compiere per l’umanità. Egli porta non solo una salvezza fisica ma viene a guarire le nostre relazioni con Dio e con i nostri fratelli e sorelle. “Ed ella li serviva” (v. 31): l’azione della suocera di Simone non è un semplice servilismo dettato dalle convenzioni sociali del tempo relative alla donna, ma è l’accoglienza del dono che Gesù le ha portato. Il servizio al fratello e alla sorella è la traduzione e la declinazione di quell’amore che Gesù ci ha donato nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni quotidiane. Questo piccolo miracolo raccontato oggi dà il significato a tutti i miracoli del vangelo: Gesù compie tali gesti per restituire a ciascuno di noi la capacità di amare di un amore teso verso il fratello e la sorella dunque una capacità di servire l’altro.

Il brano prosegue con altre due scene: l’accorrere della gente a Gesù e l’accorrere dei discepoli alla ricerca di Gesù. Il messaggio che Gesù darà ai discepoli sarà anch’esso un messaggio di salvezza. Salvezza che riguarda ciascuno di noi nel costruire e alimentare una vita interiore. La scelta di Gesù di cercare un luogo di solitudine per pregare ci indica la via da percorrere per dare qualità ai gesti e alle parole che compiamo e diciamo, e soprattutto per alimentare una libertà da noi stessi, da quello che noi compiamo. La qualità e la profondità del nostro agire dipende dalla qualità e dalla profondità della nostra relazione con Dio. Il fermarsi nella solitudine in preghiera è prendere una distanza dai nostri gesti e consegnarli al Signore, che siano gesti di bene o gesti di male. Solo così riusciamo a non esserne posseduti, questa è la salvezza di cui è portatore Gesù. 

Alla fine del brano Gesù invita i suoi ad andare altrove perché egli possa predicare anche là. Quale espressione di libertà più chiara rispetto ai propri gesti e quale espressione di adesione più fedele al disegno di Dio, che ha mandato il suo Figlio perché avessimo la vita in abbondanza? 

sorella Beatrice