Osare importunare il Signore

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12 giugno 2020

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 11,5-13 (Lezionario di Bose)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli», 7e se quello dall'interno gli risponde: «Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani», 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


Tutti noi abbiamo fatto l’esperienza di una richiesta insistente, perfino fastidiosa, che ci è stata rivolta. In questa breve parabola, propria dell’evangelista Luca, la fiducia che abita la relazione di amicizia spinge un uomo a bussare alla porta dell’amico, osando disturbarlo nel cuore della notte, l’ora della maggiore improbabilità di esaudimento, finché questi, per l’insistenza – letteralmente: per la sua “sfacciataggine” – non si alza per aprirgli e dargli ciò di cui ha bisogno: del pane da offrire al conoscente arrivato all’improvviso da un viaggio.

Per quattro volte ricorre il termine “amico”. Il testo si richiama al codice dell’amicizia e dell’ospitalità in base al quale predisponiamo tutto per accogliere al meglio colui che ci visita, e ci rivolgiamo a chi può aiutarci. L’insegnamento della parabola è chiaro: Gesù ci esorta ad avere confidenza in Dio come in un amico, e a rivolgerci a lui con piena fiducia.

Ma accanto all’amico che viene svegliato nella notte e al conoscente che lo importuna, nella parabola notiamo un terzo personaggio, il viandante giunto inatteso, la cui presenza passa inosservata, ma che invece è importante, perché rappresenta tutti coloro che bussano alla nostra porta.

Pregare è predisporre in noi uno spazio capace di accogliere le situazioni concrete in cui ci imbattiamo quotidianamente; è lasciarsi scomodare da qualcuno che ha bisogno di noi. C’è una domanda, a volte un grido, che sale dalle strade della vita che percorriamo e che chiede che gli apriamo la porta del nostro cuore, e gli offriamo il “pane” di una presenza ospitale. La realtà della preghiera è la realtà dell’amore, la sua verità sta nel generare alla comunione.

Nelle parole che seguono, Gesù invita i suoi discepoli a chiedere, a cercare, a bussare. Dio ascolta chi lo prega, egli sa “ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo” (Mt 6,8). Chiedere, cercare, bussare sono le azioni del mendicante, del pellegrino, di chi è povero e attende con fiducia da colui che può donare: “Prima ancora che mi invochino, io risponderò, mentre ancora stanno parlando, io li avrò esauditi” (Is 65,24).

Ma se l’ascolto è certo, perché Dio sembra non esaudire la nostra preghiera? Se al proprio figlio che gli fa una richiesta un padre non darà cose cattive, a maggiore ragione il Padre celeste ci darà ciò che è buono per noi. Il Signore non può certo risolvere i nostri problemi specifici, ma ci promette il dono dello Spirito santo, che ci guida e apre delle vie di comprensione anche nelle situazioni più oscure e faticose.

Lo Spirito santo è il dono per eccellenza che Dio riserva per i suoi figli, l’unzione magistra che insegna ogni cosa e ricorda nel cuore del discepolo le parole del Signore. “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo come pregare in modo conveniente” (Rm 8,26). Lo Spirito santo prega in noi, agisce in noi come luce e forza che plasma il nostro essere interiore, e ci rende conformi al volere e al pensiero di Dio.

Dio veglia sulle nostre vite. Ci dice: “Bussate e vi sarà aperto”, ma quello che ci chiede è lui per primo a compierlo per noi: “Ecco, sto alla porta e busso” (Ap 3,20).

fratel Salvatore