Pregare la parola

Leggi tutto: Pregare la parola

Scritto come semplice proposta, in realtà questo libro si è rivelato come un luminoso itinerario per interpretare rettamente e vivere in pienezza la « lectio divina ». Le sue numerosissime edizioni, le traduzioni in lingua straniera e la presente riedizione in forma riveduta ed ampliata ne danno testimonianza. « Le pagine di Enzo Bianchi recano in sé il sapore dell'esperienza, il gusto di Dio, la capacità d'introdurre nel mistero della Rivelazione, nell'oscuro splendore della liturgia »

(La Civiltà Cattolica , 19.11.88).

« Si tratta probabilmente della miglior introduzione alla lettura sapienziale e orante della Sacra Scrittura pubblicata in Italia. L'esposizione sistematica delle varie difficoltà che s'incontrano nella lettura della Bibbia, la presentazione delle diverse modalità e attitudini interiori esigite dall'ascolto, nulla tolgono alla freschezza del pensiero che in forma nuova e avvincente presenta un fatto centrale e di sempre nella storia della fede ebraica e cristiana »

(B. Baroffio, Rivista Liturgica, 6.75).

« Alla 'lectio divina', che è' lettura orante, parola pregata, orazione meditata', può ora accedere qualsiasi credente grazie a questo piccolo libro che è in realtà un grande tesoro di sapienza cristiana. Esso insegna in modo chiarissimo come farsi 'lavorare' dalla Parola, ruminandola assiduamente, in tempi e modi determinati, `memorizzandola', imbevendosene. Sono pagine da leggersi e rileggersi »

(ll Regno, 15.9.82).

« La lectura de este librito es un calmante que alegra cuando se torna. Léase este libro! »

(Revista de Espiritualidad, 5.5.75).

Enzo Bianchi
Pregare la Parola

© edizioni Gribaudi, 1974

tradotto in francese , spagnolo , tedesco , inglese, portoghese, catalano, polacco, neerlandese, giapponese, kiswaili, russo , romeno, coreano.

Il corvo di Elia

Leggi tutto: Il corvo di Elia

La preghiera è un dialogo tra due partners: l'uomo e Dio. Un dialogo che è mutato a seconda dei tempi e che si è riempito di formule, linguaggi e contenuti diversi. Soprattutto, la preghiera è sempre stata strettamente legata alla fede, seguendone, perciò i destini tra crisi e risvegli. La presente crisi di fede ha perciò imposto una crisi della preghiera. Che cosa resta dunque oggi della preghiera se non uno stare in disparte come Elia presso il torrente Charit?
Elia è la parabola della preghiera. Egli attendeva il Signore nel silenzio e Dio rispondeva. Forse l'uomo d'oggi per ricominciare a pregare deve solo mettersi in disparte e attendere. Non sa più cosa dire a- Dio, non sa più cosa chiedere, non sa come fare la preghiera. Preso dal ritmo febbricitante della vita, stufo dei linguaggi usati e consumati, quasi sempre oratore e quasi mai ascoltatore, se vuole garantirsi una continuità di fede stia gratuitamente in disparte e attenda. Non più un corvo, ma lo Spirito, mattino e sera, verrà a dargli del cibo, il pane del deserto: la preghiera. L'autore non pensa di aver detto cose nuove, né si vuole collocare nella scia dei maestri spirituali che sanno dare ricette ai cristiani di tutti i giorni. Vuole semplicemente narrare e dichiarare il suo cammino nell'esperíenza della preghiera. Esperienza monastica anche, ma di chi, non separato dagli uomini né geograficamente né cultualmente, vive lavorando e riposando nello sforzo quotidiano compiuto con dei fratelli di ascoltare la voce dell'Evangelo. L'autore infine non è sicuro di aver capito bene che cosa sia la preghiera e quindi mormora ogni giorno: « Signore, insegnami a pregare! »

Enzo Bianchi
Il corvo di Elia
© edizioni Gribaudi, 1972