Nuovi stili di evangelizzazione

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Servono uomini e donne che narrino con la loro esistenza che la vita cristiana è “buona”

In ogni epoca storica l’evangelizzazione chiede innanzitutto alla chiesa e a ogni cristiano il discernimento su come vivere «il Vangelo eterno» (Ap 14,6), su come testimoniare e annunciare, in un mondo che cambia, «Gesù Cristo» che «è lo stesso ieri, oggi e sempre» (Eb13,8); ovvero, su come evangelizzare ieri, oggi e sempre. Più in profondità, occorre comprendere che sempre l’evangelizzazione è azione di Cristo nella forza dello Spirito santo.

ENZO BIANCHI
Nuovi stili di evangelizzazione
© 2012 San Paolo

 

Michele Pellegrino

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Padre della chiesa, padre della città

  Padre Michele Pellegrino, già docente universitario di letteratura cristiana antica, fu chiamato da Paolo VI a guidare l'arcidiocesi di Torino a cavallo degli anni '60 e '70 del secolo scorso, uno dei periodi più travagliati della storia recente, segnato dall'immediato post-concilio e dalle lotte studentesche e operaie.

A offrire il profilo di questo pastore straordinario - a 25 anni dalla morte e a 40 dalla lettera pastorale Camminare insieme - sono tre testimoni che hanno vissuto quell'epoca ruggente da giovani, diventati, col passare degli anni e in ambiti diversi, punti di riferimento a livello nazionale, chi nel campo della spiritualità e della vita monastica (Enzo Bianchi), chi nella lotta contro le nuove povertà e la mafia (don Luigi Ciotti), chi nel richiamare i giovani all'impegno per la pace e la solidarietà (Ernesto Olivero). 

Michele Pellegrino
Padre della chiesa, padre della città

© 2012 EDB

La preghiera

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aprile 2012

Carissimo, che tu abbia imparato a pregare da piccolo, seguendo l'esempio e le parole dei tuoi genitori, o che tu abbia scoperto la preghiera trovandoti assieme ai tuoi coetanei, viene sempre un momento in cui, crescendo e avviandoti ad avere una vita responsabile da vivere in prima persona, ti chiedi che senso abbia pregare, perché dovresti farlo regolarmente, cosa significano quelle frasi che magari hai imparato a memoria oppure senti ripetere continuamente. E poi, quando forse ti sembra di aver capito il "perché", ti sorgono altre domande: come pregare, cosa chiedere, che beneficio ne ricavo? Per scrivere queste pagine ho cercato di tornare alla tua età, alle domande che mi ponevo allora e che ho poi scoperto essere domande che ci accompagnano per tutta la vita, fino a quando quel dialogo con Dio che è la preghiera si dissolverà in un faccia a faccia nell'amore. Il mio augurio è che tu possa ogni giorno imparare a pregare nel modo più semplice: pregando!

Tuo
Enzo

 

ENZO BIANCHI
La preghiera
Illustrato da ANGELA MARCHETTI
© 2012 San Paolo

 

Le tentazioni di Gesù Cristo

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"Mi accingo a rileggere
la narrazione delle tentazioni
di Gesù Cristo
attestata nei vangeli sinottici,
perché vorrei
che Gesù Cristo venisse in aiuto
a noi che, come lui,
siamo tentati e provati;
perché desidero
che la nostra consapevolezza
del suo lottare in noi
venga rinnovata e rinforzata."

ENZO BIANCHI
Le tentazioni di Gesù Cristo
© 2012 Edizioni San Paolo

Perché avete paura?

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Una lettura del Vangelo di Marco

Quale figura di cristiano può emergere senza la conoscenza di Gesù Cristo e della sua umanità esemplare? Come può il cristianesimo, senza la spinta vitale del Vangelo, non ridursi a un fatto rituale e culturale o addirittura folkloristico? Enzo Bianchi ha intrapreso un percorso di fede e di vita personale e insieme comunitario per il quale è essenziale la lettura e la comprensione del Vangelo, il testo che il Concilio Vaticano II ha ridato in mano ai cattolici e attraverso il quale il cristiano può nutrire la sua fede e la sua capacità di testimoniarla. Il Vangelo di Marco è quello che più si interroga sulla figura di Gesù: si può definire per molti versi un racconto teologico, un testo attraversato da tensioni narrative, contrasti, chiaroscuri in cui, invece che le parole di Gesù, parlano i fatti, gli eventi, la storia. Il priore di Bose ci accompagna attraverso queste pagine, e ci svela, sgombrando il campo da pericolosi equivoci, cosa vuol dire davvero "prendere la croce": non certo accettare la sofferenza incondizionatamente né vivere nella paura, ma smettere di ritenersi misura di ogni cosa e abbandonarsi con fiducia alla fede e alla vita.

ENZO BIANCHI
Perché avete paura?
Una lettura del Vangelo di Marco

© 2011 Mondadori