Fede e fiducia

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Per Enzo Bianchi i cristiani hanno una grande responsabilità: avendo come prima vocazione quella alla fede, essi possono infondere negli altri quella fiducia-fede di cui fanno l'esperienza senza vantare alcuna superiorità su quanti non riescono ad accogliere il dono della fede nel Dio di Gesú Cristo. Ciò che dovrebbe stare davanti a noi come l'urgenza prima è la consapevolezza che «si passa dalla morte alla vita amando i fratelli» (cfr. 1Gv 3,14): ma questa verità va conosciuta, accolta, creduta.

ENZO BIANCHI
Fede e fiducia
pp. 96, Einaudi 2013

 

La violenza e Dio

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Cristianesimo come religione dell’amore.
L’identificazione è immediata, ma spesso rischia di trasmettere un’immagine edulcorata della fede cristiana, che invece ha a che fare, in modo speciale, anche con la violenza e il male.

Il priore di Bose affronta a viso aperto questo tema leggendo i “salmi imprecatori”, testi biblici di solito poco frequentati proprio perché ricchi di immagini di violenza che disturbano la nostra sensibilità e ci mettono a disagio. Una violenza che viene portata davanti a Dio come grido di dolore, invocazione di una liberazione, ma anche invettiva. Perfino nella preghiera, il grido delle vittime innocenti di fronte al male dilagante e impunito arriva a mettere in questione la stessa bontà di Dio, la sua vicinanza, la sua capacità di giustizia.

L’esperienza del male appartiene ineludibilmente alla vita. La Bibbia lo sa bene, e ne parla senza filtri o eufemismi, senza paura di dar voce a tutto l’uomo. E di dargli un senso e una speranza.

 
ENZO BIANCHI
La violenza e Dio
pp. 108, Vita e Pensiero 2013

 

Via Crucis

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Perché siamo qui a pregare insieme la Via Crucis?

Siamo qui perché vogliamo contemplare il suo volto. In questo volto di dolore noi vogliamo vedere anche tutti gli uomini della terra, quelli che soffrono e muoiono.

ENZO BIANCHI
Via Crucis. Meditazioni e preghiere
© 2013 EDB

 

Una vita e una morte annunciata. Il Servo del Signore

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Una profonda riflessione sui Canti del Servo contenuti nel libro di Isaia. Comprendere in maniera profonda e intelligente questi canti non è facile; anzi, proprio perché essi contengono in realtà «la parola della croce» (1Cor 1,18), possono anche scandalizzarci e indurire il nostro cuore, attraverso il loro messaggio che pare inaudito, irricevibile (cf. Is 53,1). Leggendo i Canti del Servo si medita in profondità sulla vita di Gesù: ciò che il profeta ha scritto alla metà del VI secolo a.C. si è realizzato pienamente nella vicenda di Gesù Cristo, Messia crocifisso, «vincitore perché vittima». Gesù deve aver pensato la propria vocazione più profonda alla luce di questi canti, assumendoli come forma della sua vita, fino a interpretare attraverso di essi la propria fine.

ENZO BIANCHI
Una vita e una morte annunciata.
Il Servo del Signore

pp. 104, Edizioni San Paolo 2013