Pasqua di Resurrezione

 

Luca ci testimonia che c’è stata una Parola venuta da altrove, una Parola che non poteva essere nell’uomo, un pensiero che non poteva venire da carne e sangue. L’uomo, la carne, il sangue, il suo intelletto potevano solo restare in quell’aporia, in quella sospensione. Ma ecco venire una Parola che poteva venire soltanto da Dio, e quella Parola è detta da due uomini che si presentano improvvisamente alle donne. Luca li descrive come due uomini di luce, con vesti sfolgoranti, cioè due uomini che erano dei messaggeri di Dio, portatori della Parola di Dio. Per questo le donne provano paura, phóbos, e si chinano come abbagliate, guardando a terra (cf. Lc 23,5). Ma ecco le parole, le uniche importanti, non la tomba vuota che sarebbe stata insufficiente, non dei processi psicologici o intellettuali, ma una Parola che viene da Dio: “Perché cercate tra i morti il vivente? Non è qui, è risorto” (Lc 23,5-6). È una parola che alza il velo, una ri-velazione su quella che era un’aporia, una sospensione senza senso, una situazione in cui poteva solo permanere un velo. E poi un invito: “Ricordatevi come vi parlò, quando era ancora con voi” (cf. Lc 23,6). Ecco la rivelazione completa. È molto facile sapere chi sono questi due nella rivelazione di Luca: sono gli stessi che erano presenti nella trasfigurazione di Gesù; Luca li aveva presentati: “Ed ecco due uomini, apparsi nella gloria”, specificando allora che erano Mosè ed Elia (cf. Lc 9,30-31). Qui Luca non deve più specificarlo, perché il lettore del vangelo giunto fin qui sa che due uomini splendenti, apparsi nella gloria, sono Mosè ed Elia. Ecco che cosa trovano le donne nella tomba: trovano le sante Scritture, trovano la Legge e i Profeti che invitano però a essere riletti sulla vita e sulle parole di Gesù. Neanche loro soltanto sarebbero bastati all’annuncio pasquale. Sono loro che testimoniano e dicono: “Ecco, rileggeteci, ma sulle parole e sui fatti di Gesù!”. Invito a una consapevolezza, a una vigilanza, a un custodire le parole e i fatti, a un ricordare, a non lasciare cadere nulla di ciò che le donne avevano vissuto con Gesù.