Pasqua di Resurrezione

 

Ma sostiamo ora su questa buona notizia della resurrezione di cui Luca ci narra l’evento nel suo vangelo (Lc 24,1-12). Protagoniste del racconto sono le discepole: Maria di Magdala, Giovanna, Maria di Giacomo e altre donne di cui non conosciamo il nome, ma Luca nei versetti precedenti al nostro testo aveva precisato che “erano venute a Gerusalemme con Gesù dalla Galilea” (Lc 23,55), che avevano seguito Gesù, dunque erano sue discepole. Queste donne durante la passione di Gesù avevano visto da lontano la sua crocifissione (cf. Lc 23,49), la sua morte, e poi si erano avvicinate al momento della sepoltura, seguendo il corpo di Gesù deposto da quei suoi amici nel sepolcro. Queste donne erano tornate a casa la sera di quel venerdì 7 aprile per preparare unguenti profumati in modo da poter ungere il corpo di Gesù. Il sabato poi avevano riposato, osservando così la Legge (cf. Lc 23,56).

Ma al mattino presto del primo giorno della settimana, potremmo dire appena fu loro possibile, tornarono al sepolcro per fare quelle unzioni sul cadavere di colui che avevano seguito, amato e confessato come profeta. Ma ecco, vedono che la pietra che chiudeva il sepolcro era stata rotolata via, ed entrate non trovano più il corpo di Gesù. Questa è la storia, questo è il racconto che appartiene al nostro sapere, al nostro constatare, al vedere umano. La tomba in cui era stato deposto Gesù nell’alba di quel primo giorno della settimana era vuota, e il corpo di Gesù non era più là. Non solo le donne, ma poi Pietro e l’altro discepolo che vanno al sepolcro, e così tutti quelli che volevano rendersi conto, potevano vedere effettivamente un sepolcro vuoto. Luca dice che allora le donne restarono perplesse, “en tó aporeîsthai” (Lc 23,4): sono in un’aporia, sono in una situazione di sospensione, potremmo anche dire che sono in una situazione di epoché, in una situazione vuota che non è chiusa e non conclude, una situazione che è capace di attesa, attesa che qualcosa accada, attesa di capire, attesa soprattutto di una rivelazione, di qualcuno che alzi il velo. La traduzione italiana che avete ascoltato dice: “Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo” (Lc 23,4), ma è una traduzione che va oltre, dà già una interpretazione. Luca ci testimonia in verità che c’è stato un vuoto, una sospensione. Le donne avevano visto Gesù morto, avevano visto il suo cadavere deposto nel sepolcro: come è possibile che non ci sia più? C’è una sospensione, un’epoché.