Non stanchiamoci di scegliere la fraternità e la tenerezza

Photo by Gary Butterfield on Unsplash
Photo by Gary Butterfield on Unsplash

“Libertà, uguaglianza, fraternità”: in questa triade, che viene dalla Rivoluzione francese, si realizza senza dubbio una secolarizzazione di valori cristiani fondamentali, i quali tuttavia nella chiesa sono stati tutt’altro che sostenuti e difesi in ogni momento.

Questi tre valori fondamentali non si trovano però allo stesso livello. Libertà e uguaglianza dei cittadini, qualora vengano violate, possono essere rivendicate di fronte a un tribunale; appartengono alla sfera del diritto, che nel corso della storia stabilisce, in forma legale, i suoi effetti e le sue applicazioni concrete. Al contrario, la fraternità o “la condotta reciproca dei cittadini secondo lo spirito della fraternità”, come è scritto all’articolo 1 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948, viene intesa tutt’al più come dovere morale. Nessuna legge statale può prescriverla.

Papa Francesco usa con molta parsimonia il concetto di mistica. Nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium lo utilizza soprattutto in relazione all’arte di vivere insieme: “Il modo di relazionarci con gli altri che realmente ci risana invece di farci ammalare, è una fraternità mistica, contemplativa” (EG 92).

Fratellanza e sorellanza mistiche, contemplative sembrano essere ovvie per una chiesa che viva a partire dal doppio comandamento dell’amore. Tuttavia questo non è affatto il caso; anzi è una questione assolutamente fondamentale, una questione di “stile”, come il papa fa capire nell’Evangelii gaudium e anche nella Laudato si’ (LS).

Nel quadro della triade “libertà, uguaglianza, fraternità”, è assolutamente decisivo il fatto che la trasformazione del nostro vivere insieme quotidiano in “fratellanza e sorellanza” non sia prestabilita, ma sottostia a un libero atto di scelta e a un processo di apprendimento:

Si tratta di imparare a scoprire Gesù nel volto degli altri, nella loro voce, nelle loro richieste. È anche imparare a soffrire in un abbraccio con Gesù crocifisso quando subiamo aggressioni ingiuste o ingratitudini, senza stancarci mai di scegliere la fraternità (EG 91).

Proprio nel momento in cui la “fraternità” non è più intesa come ovvia emerge per così dire la sua dimensione mistica o contemplativa. La fraternità contemplativa consiste nel “guardare alla grandezza sacra del prossimo”, nello “scoprire Dio in ogni essere umano”, nel “sopportare le molestie del vivere insieme aggrappandosi all’amore di Dio”, nell’“aprire il cuore all’amore divino per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre buono” (EG 92).

Se papa Francesco, all’inizio della Laudato si’, cita il Cantico delle creature di san Francesco e loda Dio “per sora nostra matre terra”, non si tratta di romanticismo sentimentale, bensì di un modo di prendere veramente sul serio la connessione causale tra la fraternità ferita e la distruzione dell’ambiente. La “rivoluzione della tenerezza” inizia naturalmente nel mezzo delle nostre relazioni quotidiane, ma riguarda poi soprattutto in modo del tutto specifico l’altro, e cioè chi è “fragile” o “debole”, gli esclusi e la terra. La fraternità si traduce in forma assolutamente concreta in un impegno per l’“inclusione sociale dei poveri” e per l’“ecologia integrale”; nella Laudato si’ papa Francesco parla anche di “fraternità universale” (LS 228).

Ch. Theobald, Fraternità, Edizioni Qiqajon, Magnano 2016


Per approfondire:

I. Guanzini, Tenerezza, Ponte alle Grazie, Milano 2017.
A. Courban, L. Floridi, R. Repole, R. Virgili, Il mosaico della fraternità, Edizioni Qiqajon, Magnano 2021.

Tags: cura delle parole, qiqajon