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Come lasciarsi trasformare dalla lettura?

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Bisogna entrare nei mondi estranei amandoli, senza lasciarsi mettere sotto tutela dall’idolatria per qualcuno o qualcosa ma sbriciolando l’Ego, allargando i confini della mente che sono i confini della sensibilità. Bisogna far convivere idee, farle incontrare per affrontarsi, riconoscersi, separarsi e unirsi in forme diverse, secondo le parole di Alberto Savinio nella Nuova enciclopedia: “E poiché d’altra parte non c’è speranza che idee così lontane possano riunirsi e fondersi, conviene rassegnarsi a una crisi perpetua e sempre più grave della civiltà. Rinunciamo dunque a un ritorno all’omogeneità delle idee, ossia a un tipo passato di civiltà e adoperiamoci a far convivere nella maniera meno cruenta le idee più disparate, ivi comprese le idee più disperate”: only connect, senza sosta.

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Mai finire di s-velarsi

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Antonio Corradini (1688-1752), Pudicizia, 1752, marmo, Cappella san Severo, Napoli,
utilizzata per il libro di Delphine Horvilleur, Nudità e pudore.

La rappresentazione è allo stesso tempo allusiva del senso del pudore e ricca di sensualità. Come accenna Delphine Horvilleur nel libro: “Il pudore non può consistere nella mania di velare il corpo della ‘donna tentatrice’. Si tratta invece di accettare che nessuno sia interamente visibile nella sua nudità: qualcosa sfugge sempre, l’altro non ha mai finito di ‘s-velarsi’”. La bellezza di questa donna si intensifica proprio nella sua capacità di s-velarsi.

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Ciò senza il quale vivere non sarebbe più vivere

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All’origine e poi nel corso dell’intera vita cristiana c’è quel mutamento radicale di cui trovo un’espressione significativa in una parola dell’apostolo Pietro. Dopo il discorso di Gesù sul pane di vita, tutti se ne vanno: “È pazzo”, dicono. Il che significa: è estraneo alla nostra ragione. “Volete andarvene anche voi?”, domanda Gesù ai suoi discepoli. Liberi di farlo. “Da chi andremo? – risponde Pietro – Tu hai le parole della vita” (cf. Gv 6,67-68). Pietro non capisce di più, però sa già che partire vorrebbe dire lasciare la propria vita. Ciò che quell’uomo gli ha svelato della sua stessa esistenza. Gesù non è ciò che egli possiede, ma ciò senza il quale vivere non sarebbe più vivere. Egli è già l’essenziale, e resta differente; necessario, e imprendibile.

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Intervista a Enzo Pagani

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Il futuro dei libri, ameno per un periodo di medio termine, lo vedo giocarsi più che sui testi digitali, nella possibilità di garantire la visibilità a quanto verrà scritto. Senza dimenticare che saranno comunque le grandi agenzie educative (dalla scuola fino al mondo ecclesiale) che diranno quale sarà il futuro del libro. Una bella sfida.

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Attesa di luce

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Lucio Fontana (1899-1968), Concetto spaziale, Attese, 1959, idropittura e olio su tela, oro e verde, 100,5 x 125,2 cm, Collezione privata
utilizzata per il libro di Peter Bouteneff, Come essere peccatori.

Proprio la ferita più grande e profonda della tela è trasfigurata da una pennellata d’oro. La ferita non scompare, ma può guarire. Nei giorni difficili tornerà a sanguinare, ma dove la ferita brucia nascerà una nuova pelle. 

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