don Angelo Casati

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1 settembre 2026 

“Omelia? … Da un po’ di tempo a questa parte mi vedo come scivolare via … Ci sono fiori che di sera lentamente si addormentano, poi alle prime luci per piccoli brividi si risvegliano”. Così don Angelo Casati apriva e chiudeva il suo ultimo annuncio di buona notizia per quanti lo hanno amato e, grazie anche a lui, hanno amato e cercato di amare il Signore. Lentamente si è addormentato, don Angelo: il suo passo sulla terra si è fatto sempre più leggero, ma la sua impronta impressa dietro a quella di Gesù si è fatta sempre più netta e profonda. Finché ieri, anniversario del passaggio dell’amato card. Martini dalla morte alla vita, con un piccolo brivido anche don Angelo si è risvegliato alla prima luce del Risorto.

Noi fratelli e sorelle di Bose fatichiamo a esprimere quanto l’antica, costante e fedele amicizia di don Angelo ha significato per noi in questo oltre mezzo secolo. Sussurriamo a mezza voce ma a pieno cuore – come era solito fare lui – un bisbiglio di immensa gratitudine a questo piccolo grande cristiano e presbitero ambrosiano, e al Signore che ce lo ha donato come amico e compagno di tanta strada.

Esili finestre

Porto negli occhi
tre esili finestre
sorelle del silenzio
nel grembo di un’abside,
fessure dell’infinito:
spiano nella notte
l’intenerirsi del cielo,
sognano
ad occhi socchiusi
il ritorno del Signore.

Ora don Angelo ha visto intenerirsi il cielo oltre le finestre e ritrova il Signore che gli viene incontro.