Il bambino cresceva e si fortificava…

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31 dicembre 2017

Domenica fra l’Ottava di Natale, Santa famiglia
Lc  2,22-40
di ENZO BIANCHI

Per incontrare in verità il Signore Gesù e riconoscere la sua qualità di Salvatore di tutta l’umanità, sono necessarie la povertà di spirito e l’attesa perseverante testimoniate dagli anziani Simeone e Anna, nonché l’obbedienza alla volontà di Dio vissuta dai suoi genitori. È richiesta la disponibilità a offrire i propri corpi, cioè tutta la propria vita, in sacrificio vivente, santo e gradito a Dio: questo è il modo più efficace per esprimere il nostro desiderio dell’incontro già oggi e poi definitivo, dopo la morte, con il Signore delle nostre vite.

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Il Natale del Signore

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25 dicembre 2017

Natale del Signore
Lc  2,1-14
di ENZO BIANCHI

Il cristianesimo è tutto qui, in questa contemplazione di un Dio fatto povertà, di un Eterno fatto mortale, di un Onnipotente fatto infante, di un tre volte Santo diventato terrestre, mortale.

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Gesù, l’uomo che solo Dio poteva darci

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24 dicembre 2017

Quarta domenica di Avvento
Lc  1,26-38
di ENZO BIANCHI

L’attesa del Messia nutrita da generazioni e generazioni di credenti giunge al suo termine. Quale paradosso: una dichiarazione solenne, un grande annuncio fatto a una giovane e umile ragazza di uno sconosciuto villaggio della Galilea! Gesù sarà il nome del nascituro: Jehoshu’a, “il Signore salva”. A Maria spetterà imporgli questo nome: non saranno però né lei né Giuseppe a sceglierlo, ma il Nome gli è dato da Dio stesso tramite l’angelo, perché esso è vocazione, è missione, racchiude l’identità di Gesù, Figlio dell’Altissimo, Figlio di Dio, un uomo che solo Dio poteva darci.

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Giovanni, uomo mandato da Dio

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17 dicembre 2017

Terza domenica di Avvento
Gv 1,6-8.19-28
di ENZO BIANCHI

Giovanni il Battista non vuole essere identificato con nessuna delle figure messianiche e profetiche attese per la fine dei tempi. Egli è un uomo decentrato, perché sa che al centro c’è il Cristo. Evita persino di dire: “Sono”, ma continua a ripetere: “Non sono”. In questo atteggiamento c’è la vera grandezza di Giovanni, che indica, rivela, invita, ma mai chiede di guardare alla sua persona. Come dirà in riferimento a Gesù, lo Sposo: “Lui deve crescere; io, invece, diminuire”.

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Vigilate!

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3 dicembre 2017

Prima domenica di Avvento
Mc  13,33-37

di ENZO BIANCHI

Noi cristiani, che vogliamo essere discepoli di Gesù, attendiamo ancora veramente la sua venuta e siamo vigilanti, tesi verso quel giorno? Il fine del vegliare è l’acquisizione della consapevolezza di ciò che si è e della responsabilità che si ha nella compagnia degli uomini e nella comunità del Signore. Vigilare è vivere con i sensi svegli, resistendo all’intorpidimento spirituale, al venire meno della sovraconoscenza dataci dalla fede. Vigilare è aderire alla realtà ed essere fedeli alla terra, sapendo e affermando di essere sempre alla presenza di Dio, tempio dello Spirito e corpo del Cristo risorto nella storia. Vigilare è resistere allo spirito dominante e conservare la capacità di critica, per non piegarci al “così fan tutti!”.

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