La prova del denaro

Avori salernitani
Avori salernitani

13 marzo 2018

Mc  10,17-27

In quel tempo 17mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».


Il Vangelo di oggi ci pone davanti una verità: il potere del denaro può essere più forte della chiamata di Cristo e la sua promessa più seducente di quella del Vangelo. L’intera Bibbia non fa altro che ricordarci che di fronte al denaro la nostra vita è posta davanti a una questione decisiva.

Come l’uomo del Vangelo di oggi, si può essere una persona per bene che corre incontro a Gesù, che è interiormente mossa da un autentico desiderio di avere in eredità la vita eterna e che osserva i comandamenti di Dio da quando è giovane. Gesù riconosce la sincerità della ricerca spirituale di quest’uomo e per questo lo invita a lasciare tutto, a vendere ciò che ha per darlo ai poveri e a seguirlo. Ma lui se ne va via perché Gesù gli chiede troppo: “Se ne andò addolorato perché possedeva molte ricchezze”.

All'istante seguono le parole di Gesù che gettano i suoi discepoli nello stupore: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio”. E come se non bastasse, per sconcertarli ancora di più, aggiunge: “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. L’affermazione più sorprendente non è che il regno di Dio si è avvicinato, ma che questo regno è dei poveri. I ricchi, se scelgono di restare ricchi, non vi entreranno.

Su due libertà essenziali Gesù è radicale con i suoi discepoli: la libertà dal potere e la libertà dal denaro. Queste sono delle esigenze sulle quali Gesù non scende a compromessi. Su molte debolezze umane si mostra comprensivo e paziente ma sul rapporto con il potere e il denaro Gesù ha parole nette, dure, inflessibili. Sa che il potere e il denaro esercitano sull’uomo una forza di seduzione unica alla quale pochi resistono.

Così, c’è una prova decisiva dalla quale nessun discepolo di Gesù è risparmiato: la prova del denaro. Chi di noi può in coscienza riconoscere che, per una sorta di fatalità, non è portato a mette la sua fiducia nel denaro? Per Gesù, il denaro, e con esso tutte le preoccupazioni legate alle ricchezze, ci priva di quella libertà non solo necessaria ma indispensabile “per entrare nel regno dei cieli”. Sì, si tratta di “entrare”, cioè di uscire da una logica per accedere a una logica diversa che è opposta a quella mondana. Scegliere un vivere alternativo, una dimensione altra della vita. A noi la scelta! Si può essere discepoli del denaro, fare di lui il nostro maestro. Non è un caso che sulla carta di credito si trovi scritto “Maestro”, come sulla moneta portata a Gesù vi è l’immagine di Cesare.

Per il Vangelo il denaro non è una realtà neutra, un semplice mezzo che utilizziamo in modo giusto o sbagliato. Il denaro è una verità e dunque una promessa di vita, cioè un dio. Per questo agli occhi di Gesù il denaro è una forza del male che rende schiavo l’uomo.

Questa è una verità evangelica alla quale convertirci.

fratel Goffredo