Una comunità più ampia

Avori salernitani
Avori salernitani

10 marzo 2018

Mc  9,38-50

In quel tempo 38Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 39Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40chi non è contro di noi è per noi. 41Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. 42Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. 43Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. [ 44] 45E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. [ 46] 47E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, 48doveil loro verme non muore e il fuoco non si estingue. 49Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. 50Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».


“Chi non è contro di noi è per noi” (v. 40). Nella comunità dei credenti non vi è chi sta dentro e chi fuori, non vi è una demarcazione spaziale dentro o fuori un gruppo. Gesù ammonisce i discepoli che credono questo. Egli fa aprire lo sguardo ad una dimensione inclusiva attorno e nella persona di Cristo.

Il “noi” di cui parla Gesù indica l’appartenenza ad una comunità più ampia, quelli che credono in lui e che lui stesso ha scelto perché stessero con lui, quelli che ascoltano la sua Parola e la mettono in pratica e non tanto chi si considera dentro o fuori la cerchia dei suoi seguaci.

Diverso è il “noi” di Giovanni (“non seguiva noi”: v. 38) che presuppone l’idea di superiorità, di primato di qualcuno rispetto la folla.

L’appartenenza, la sequela a Cristo, ci dice Gesù, è riferita a entrare in relazione con l’altro (“nel nome di Cristo”: vv. 38.39.41). Questo è l’invio che Gesù rivolge a tutti: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni … imporranno le mani ai malati ed essi guariranno” (Mc 16,17.18).

“Non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me”( v. 39): Gesù denuncia un’appartenenza dettata dal potere del credente sul non credente, del forte sul debole. In ogni comunità ecclesiale, monastica o in ogni gruppo sociale la tentazione è di guardare a chi si considera degno dell’essere discepolo e ha diritto a esercitare un ruolo. Gesù risponde dicendo che nessuno che non si ponga contro il vangelo, la buona notizia, e quindi contro l’essere umano, non può essere considerato fuori dalla comunità e dal regno.

La difficoltà del mettere in comune le nostre differenze, le nostre opinioni è data spesso dal fatto che ciascuno vuole esercitare un potere sull’altro, una pretesa nell’avere la soluzione giusta, un cambiamento, un “miracolo” che metta d’accordo tutti. In realtà se assecondiamo le logiche di supremazia non favoriamo la comunione. Se l’alleanza è rafforzare la supremazia sul più debole è impensabile trovare un accordo comune che tenga conto di diritti e doveri di ogni uomo e ogni donna.

La buona notizia di Gesù invita perciò a riflettere non tanto su chi fa parte o meno di categorie, criteri, requisiti ma su dove c’è la possibilità di un bene più grande che oltrepassa il mio e il tuo confine. L’unica condizione posta è il non mettersi contro e cercare la pace gli uni per gli altri, l’unico schieramento ammesso è contro l’essere pietra d’inciampo, lo scandalo, il potere, la menzogna, l’ipocrisia, la contesa.

È con questo spirito che l’uomo ha su di sé il potere di scacciare i demoni perché agisce non contro Cristo, ma a favore dell’uomo che ne beneficia. Gesù ricorda che credere e seguire Cristo è credere e seguire la via dell’amore, vero luogo della sua presenza in mezzo a noi. “Credere Cristo, infatti, è la stessa cosa che amare Cristo” (Agostino di Ippona).

sorella Francesca