La croce, per dare forma alla nostra libertà

Avori salernitani
Avori salernitani

6 marzo 2018

Mc   8,34-38

In quel tempo Gesù 34convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 36Infatti quale vantaggio c'è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».


Gesù parla apertamente, con franchezza (parrhesía), senza paura e senza vergogna. È così che ha appena delineato con chiarezza l’identità del Messia: avrebbe sofferto, sarebbe stato deriso e giudicato in modo negativo da coloro che avevano un’autorità religiosa, e poi ucciso… (cf. Mc 8,31-32). Ora sappiamo chi è il Messia Gesù: a questo Gesù oggi ci è chiesto di metterci dietro, non a un’immagine personale che possiamo essercene fatti.

Con uguale franchezza e libertà, Gesù ci presenta l’identità di chi sceglie di “andare dietro a lui”: rinnegare, rifiutare quindi di difendersi, prendere la croce, iniziare a portare il peso della condanna degli altri, seguire, dare continuità per tutta la vita. Il modello è il Messia appena delineato, discepolo e Messia condividono una stessa via da percorrere.

Non possiamo certo dire che Gesù sia in cerca di seguaci, la presentazione che egli fa delle condizioni per seguirlo non è per nulla invitante. Eppure siamo nell’ambito del desiderio, della volontà, è a questo che rimanda Gesù nelle parole che rivolge ai suoi discepoli ma anche a tutta la folla, quindi a tutti, in ogni luogo e in ogni tempo.

“Se qualcuno vuole …” (v. 34): è questione di libertà e di volere, e di dare una forma a questa libertà. Spesso in nome della libertà, dell’autenticità che non deve assolutamente essere messa in ombra da altre esigenze, il nostro desiderio rimane senza forma. Rischia di rimanere vuoto e di evaporare nelle emozioni del momento, nelle sperimentazioni a tempo, che vengono abbandonate quando diventano troppo esigenti. Qui Gesù invece ci sta dicendo qualcosa di nuovo, ci invita a dare forma a quella libertà che tanto difendiamo. Se vuoi, se desideri davvero, dai forma alla tua libertà caricandola di una scelta, di una decisione. Fa’ che la tua libertà prenda forma nel tuo volere e deciderti per qualcosa, per qualcuno.

“Se qualcuno vuole …”: Gesù ha già trascorso tempo con i suoi discepoli, le folle l’hanno conosciuto, sanno come si è preso cura dei malati, degli emarginati, degli esclusi (cf. Mc 7-8). Sta percorrendo una via di amore. Se è su questa via che vogliamo camminare, via dell’amore gratuito per chi incontriamo lungo la strada, per chi è emarginato, insultato, allontanato, Gesù ci dice “vieni dietro a me”, prendi la decisione, “formando” la tua vita con la scelta fatta. La tua vita prenda la forma del desiderio di amore che ti abita. Così la vita del discepolo assume i tratti e la forma della vita di Gesù. Perché, ricordiamolo, la condizione è il desiderio iniziale di “andare dietro di me” (v. 34), il desiderio di vivere una vita avendo “in noi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù”, il quale

svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo …
diventando simile agli uomini …
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce (Fil  2,7-8).

“Se qualcuno vuole venire dietro a me”. Questa la via di Gesù: l’abbiamo vista nelle opere e ora l’abbiamo anche sentita dalle sue parole. È l’amore fino alla fine che prende la forma della croce. L’amore che ha già in sé la forma della croce che ci viene segnata sulla fronte al momento del battesimo. Non un peso esterno imposto da un dio perverso, ma il nostro desiderio di vita che prende la forma radicale dell’amore fino alla fine, fino alla misura estrema.

sorella Elisa