Come granello di senape

Atelier iconografico di Bose
Atelier iconografico di Bose

31 luglio 2017

Mt  13,31-35

In quel tempo Gesù 31espose ai discepoli un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
33Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
34Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, 35perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.


Siamo al cuore del discorso in parabole nel vangelo secondo Matteo.

Subito dopo Gesù cita il salmo  78,2 per spiegare perché utilizzi questo tipo di linguaggio: egli, proclamando cose nascoste, porta a compimento il disegno di Dio testimoniato dalle Scritture.

Le due parabole esprimono, attraverso scene di vita quotidiana, la semina e la preparazione del pane, il rapporto tra il regno di Dio inaugurato da Gesù e la storia nella quale si muovono i credenti.

Il giudaismo farisaico attendeva una manifestazione prodigiosa e trionfalistica, ma l’esempio del granello di senape e del lievito che sparisce in una massa di farina, rileva che la regalità di Dio è quasi invisibile.

La fiducia e la perseveranza dei primi discepoli e delle comunità cristiane successive si fonda sulla potente azione di Dio nascosta nelle parole e manifestata dalle azioni di Gesù.

Giovanni Crisostomo (omelia 46), commentando questo passo del vangelo, immagina la perplessità dei primi discepoli, uomini umili e deboli, e scrive: “Che cosa potremo fare noi dodici uomini a contatto con una moltitudine così grande? Proprio questo fa risplendere la vostra forza, il fatto che vi mescoliate con la moltitudine e non fuggiate … quando state uniti saldamente a coloro che vi combattono, allora li vincerete … e ciò che una volta è stato fermentato diventa lievito a sua volta”. È la grande sfida del regno di Dio che cerca uomini e donne coraggiosi, desiderosi di vivere del vangelo e di donare la propria vita per generare vita.

Il regno dei cieli è innanzitutto dinamico, non conosce la fissità.

Grazie al lavoro quotidiano di un uomo che semina, un granello di senape può fare il suo percorso di crescita fino a diventare un albero. Lo sguardo al futuro serve per risvegliarci sulla preziosità dell’oggi. Le energie del Regno sono nascoste nel nostro oggi, per questo ogni occasione quotidiana vissuta con piena consapevolezza, ci dà la responsabilità della partecipazione o del rifiuto del regno di Dio che è già in mezzo a noi.

La parabola del granello di senape mette l’accento sul contrasto dell’inizio, il più piccolo seme, e il più grande albero, alla fine. Ciò di cui non parla, è di come l’albero cresca: è Dio che fa crescere!

Non possiamo controllare la realtà e cercare che porti a tutti i costi il frutto che noi vogliamo se non utilizzando prepotenza e violenza. Collaborare alle energie del regno è lasciarsi impregnare di Spirito santo e da lui farsi portare, è lavorare a un paziente decentramento di sé per potersi fidare veramente di Dio.

Tre misure di farina sono una quantità smisurata per così poco lievito: la forza del Vangelo ha un’insospettata potenzialità, non misurabile secondo categorie mondane di grandezza e successo.

Potrebbe anche alludere alla farina usata da Sara per cuocere focacce in onore dei tre angeli venuti visitare lei e Abramo, a Mamre (cf. Gen 18,6). L’eccedenza segna l’occasione di festa.

Il regno di Dio si compirà nel banchetto messianico, festa per tutti i credenti insieme a nostro Signore Gesù Cristo.

sorella Lara


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