Non temete!

Atelier iconografico di Bose
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15 luglio 2017

Mt  10,24-33

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:« 24Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; 25è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
26Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. 27Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 28E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. 29Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. 30Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.»


Il brano di oggi inizia stabilendo un’identità tra discepolo e maestro, tra l’inviato e colui che invia. Non si tratta di stabilire un’equità tra i due, ma di chiarire che il discepolo sarà tale solo se condividerà lo stesso destino del suo maestro, nell’aver il coraggio di non sottrarsi alla croce.

Poco più avanti Gesù afferma che lui e gli inviati appartengono alla stessa casa. Questo termine non indica tanto la casa come edificio, ma la casa come luogo dell’intimità, degli affetti, delle relazioni. È il tessuto e l’atmosfera delle relazioni. Il maestro e i discepoli appartengono alla stessa casa e la comunanza e la familiarità si concretizzano “facendo la volontà di Dio” (cf. Mt 12,50), che può portare anche a subire la persecuzione.

L’esortazione di Gesù ai suoi discepoli a non temere nasce proprio da quanto hanno potuto percepire attraverso la prossimità con lui, dall’aver vissuto con lui e dunque dall’aver ricevuto da lui l’insegnamento della Parola, anche e proprio in questi momenti di maggiore condivisione. Momenti che non devono rimanere racchiusi in un esclusivismo, ma nel tempo adeguato vanno fatti fruttificare. Quella pace e quel messaggio di vita che Gesù ha trasmesso loro ora vanno proclamati nella luce e annunciati dalle terrazze.  I discepoli non devono neanche temere chi può uccidere il corpo perché non può soffocare la libertà interiore da loro percepita attraverso la sequela di Gesù. Gli uomini hanno un potere limitato che non ha niente a che vedere con la libertà di Gesù alimentata dalla Parola e dall’obbedienza al Padre.

Libertà che gli permette di manifestare un’umanità non in preda alla paura e alla chiusura, ma capace di predicare con coraggio e franchezza l’evangelo, senza lasciarsi intimorire dalle minacce degli oppositori. Libertà che gli permette di incontrare e accogliere chi lo cerca e che gli permette di avere la stessa cura che il Padre dimostra per ogni creatura sulla terra, come i passeri citati nel nostro brano. Dunque se i discepoli si sono lasciati penetrare dal modo di vivere e di mettere in pratica quella Parola ricevuta dal Padre da parte di Gesù, potranno acquisire una pace interiore che permetterà loro di affrontare le difficoltà che la vita presenta. Pace e libertà interiori che li sosterranno nella fiducia in Dio anche nei momenti di persecuzione, in cui l’annuncio del vangelo sarà incompreso. Pace e libertà interiori, che lasceranno trasparire la speranza che è in loro nonostante le contraddizioni. Forza e coraggio che permetterà loro di riconoscere Gesù davanti agli uomini. Nel riconoscere o nel rinnegare Gesù ogni discepolo afferma o nega apertamente la sua appartenenza a Cristo. L’uomo ha la possibilità di decidere. La sua decisione a favore o contro l’uomo Gesù lo pone di fronte alla scelta tra aderire al messaggio di salvezza oppure percorrere una strada sua caratterizzata dalla paura e dalla paralisi che porta al ripiegamento su di sé.

Sorella Beatrice


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