La preghiera di Gesù per noi

Atelier iconografico di Bose
Atelier iconografico di Bose

2 giugno 2017

Gv  17,1-11

In quel tempo Gesù disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. 2 Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4 Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. 5 E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6 Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8 perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. 10 Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.


Gesù, poco prima di morire, ci lascia entrare nell’intimità della sua preghiera al Padre, una preghiera che riassume la preghiera dell’intera sua vita.

Come Mosè, che si tolse i sandali davanti al roveto che bruciava nel deserto, e che accolse il nome di Dio, così accogliamo l’intimo ardore della preghiera di Gesù quando si rivolge al Padre. Contempliamo il mistero che unisce il Padre al Figlio e che unisce nello stesso soffio il Figlio ai discepoli e i discepoli al Padre. Mistero che non resta celato ma che si dischiude nella rivelazione, dell’amore, della gloria, della vita eterna: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”.

Siamo già nella vita eterna quando viviamo qualcosa che rieccheggia, che è un’eco della vita del Signore. Conoscere, penetrare la vita di Gesù e lasciarsene penetrare è orientarci verso la vita del vero e unico Dio. Gesù è l’eloquenza del Padre per noi,  “narrazione di Dio agli uomini”. Accogliere Gesù è entrare nella vita eterna di Dio, è diventare suoi figli (Gv 1,12). Accogliere Gesù è entrare nella sua gloria. Non sarà mai la gloria di questo mondo fatta di narcisismo luccicante, ma è la gloria che ha il prezzo di una vita interamente offerta a Dio e agli altri per il bene umile di una vita di comunione.

La gloria che irradia dalla persona di Gesù, che affascina per il suo sapore di libertà, di maestria di sé e di amore della vita è frutto della custodia amorosa della volontà di Dio. Non è una volontà che schiaccia e che ordina il sacrificio, ma la volontà, quella rivelata nelle Scritture, che attrae come il roveto, per la potenza del fuoco dell’amore che non finisce mai di consumarsi.

Non è una volontà che trattiene a sé ma che ha reso Gesù capace del dono totale di sé per noi suoi discepoli, con un amore assolutamente disinteressato. Paolo, che ha fatto l’esperienza di questa grazia, ci ammonisce: “Anche se consegnassi il mio corpo per averne vanto, (cioè per la mia gloria) ma non avessi l’amore, non sarei nulla!” (1Cor 13,2). In effetti, tutto quello che in noi non appartiene alla vita eterna, che non è consegna amorosa di sé in un moto sconvolgente di libertà, tutto quello che non coincide dunque con la vita di Gesù, sarà bruciato dal fuoco dell’amore, che rivela la qualità della nostra vita.

Per fortuna la paglia brucerà e l’oro sarà purificato (Cf. 1Cor 3,13-15)! Noi discepoli siamo avvolti dalla preghiera di Gesù per noi, da questo fuoco liberatorio che si consuma ma non si spegne mai: la vita eterna, l’amore più forte della morte. La preghiera di Gesù al Padre per i discepoli è l’espressione di una fede-fiducia che sembra insensata agli occhi del mondo, visto che poco dopo i discepoli lasceranno Gesù solo e abbandoneranno persino la comunità (Lc 24,13), ma Gesù prega ancora e ancora: “Padre, io prego per loro, per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi”

Sorella Sylvie


17 05 25 bottone calendario


 Se desideri ricevere via email “Il Vangelo del giorno” iscriviti alla lista Leggere il Vangelo con noi.


Se lo desideri, puoi effettuare una donazione per aiutarci a mantenere vive quelle pagine del sito che richiedono maggior cura e aggiornamenti regolari. Grazie