Ciò che davvero ci è necessario

Atelier iconografico di Bose.
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16 marzo 2017

Mt  7,1-11

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: « 1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2 perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. 3 Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 4 O come dirai al tuo fratello: «Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio», mentre nel tuo occhio c'è la trave? 5 Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
6 Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. 7 Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 9 Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? 10 E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? 11 Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!»


Dopo alcuni imperativi negativi (non accumulate, non vi affannate, non giudicate, non date), negli ultimi versetti di questo brano evangelico – sui quali solamente ci soffermeremo – troviamo tre prescrizioni positive rivolte all’orante (Chiedete! Cercate! Bussate!), a cui corrispondono altrettante azioni di Dio, che dona, fa trovare e apre l’accesso ai tesori del Regno. Chiediamoci: cosa chiedere? Chi cercare? Dove bussare?

Cosa chiedere. “Voi non sapete quello che chiedete”  replicherà Gesù alla richiesta dei figli di Zebedeo (cf. Mt 20,22). E ancora: “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome” (Gv 16,24). Quanto è difficile discernere cosa chiedere nella preghiera, ciò che davvero ci è necessario, la vera “cosa buona” affinché la gioia sia piena! Luca la individuerà nello Spirito santo che il Padre darà a quelli che glielo chiedono (cf. Lc 11,13). È quel Dono della sapienza di cui parla anche l’apostolo Giacomo: “Se qualcuno è privo di sapienza, la domandi a Dio che dona a tutti con semplicità e senza condizioni e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare …  non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo indeciso, instabile in tutte le sue azioni” (Gc 1,5-7).

Chi cercare. Interrogativo anche questo suscitato in diverse occasioni nei Vangeli: “Chi cercate?” Gesù lo rivolge a coloro che lo seguivano (cf. Gv 1,38). Per ben due volte lo indirizzerà nel Getsemani a quelli che erano venuti con spade e bastoni per catturarlo (cf. Gv 18,4). Infine farà questa domanda ad alcune donne, il giorno stesso della sua resurrezione: “Chi cerchi?” (Gv 20,15); “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” (Lc 24,5). Dirà Gesù: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati” (Gv 6,26). Quanto è dolorosa la constatazione del salmista fatta propria anche da Paolo: “Non c’è nessuno che cerchi Dio!" (Rm 3,11). Eppure è in questa ricerca che si gioca tutta la nostra esistenza: imparare a cercare non tanto le consolazioni di Dio, ma il Dio della consolazione! Non cerchiamo perciò che cosa mangeremo e berremo (cf. Lc 12,29), ma cerchiamo, anzitutto, “il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).     

Dove bussare. La porta a cui bussare con assiduità è quella della Scrittura, è qui che certamente ci verrà aperto e svelato il mistero di Dio e dell’uomo. Dice Gesù: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Gv 10,9). Sta a noi bussare con assiduità a questa porta per entrare in intimità con il Signore perché non accada che quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, si cominci a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici”. Ed egli ci risponda: “Non vi conosco, non so di dove siete” (cf. Lc 13,25).


Chiedete! Cercate! Bussate! La preghiera insistente, raccomandata da Gesù con questo triplice invito non ha lo scopo di “piegare” la volontà di Dio, bensì di stimolare la fiducia di colui che prega, di rafforzare la sua fede nel Vangelo, incentrato sulla proclamazione della misericordia e volontà salvifica del Padre. Dio è un padre buono e misericordioso, che non rifiuta i beni preziosi del Regno a coloro che glieli chiedono con umile insistenza e con fiducia.

fratel Roberto


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