Una vera e autentica realizzazione

Atelier iconografico di Bose.
Atelier iconografico di Bose.

11 marzo 2017

Mt  5,38-48

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «38 Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 39 Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, 40 e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41 E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42 Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. 43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46 Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48 Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.»


C’è una giustizia che dà accesso al regno dei cieli e c’è una giustizia che non vi fa entrare. C’è un essere giusti che si accontenta dell’osservanza della Legge e c’è una giustizia che tende verso quella perfezione che è la misura del Padre. Per passare da una all’altra occorre un superamento: “Se la vostra giustizia non supererà ... non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20). Occorre ascoltare ciò che è stato detto (“avete inteso che fu detto...”) – ricordando che per la Bibbia “ascoltare” significa “mettere in pratica” – ma con un cuore e uno sguardo che osano vedere oltre o, meglio, osano vedere più in profondità, mirano a una profondità maggiore che scardina ogni logica del mondo. Occorre l’ascolto di una Parola che è una vita, di una Parola che è la Vita: occorre ascoltare e mettere in pratica quel “ma io vi dico” che ci spinge a penetrare il cuore della Legge lasciando che esso smascheri ogni ipocrisia del nostro cuore, quella che condividiamo con scribi e farisei.

Questa la tensione che attraversa tutto il lungo discorso di Gesù, apertosi al v. 20, sulla Legge antica e sulla Parola di novità che si innesta su quel ceppo e gli dà nuovo vigore, discorso che con i vv. 38-48 raggiunge il suo apice. Questa la tensione verso un oltre che il vangelo qui definisce in termini di tensione verso la “perfezione”: “Siate perfetti” (v. 48). Ma attenzione: “perfezione” indica nient’altro che un compimento, una completezza, una vera e autentica realizzazione. C’è una pienezza, che è presso il Padre e che Gesù ha mostrato con la sua vita, a cui noi discepoli siamo chiamati, non per vantarcene, ma semplicemente per essere figli del Padre e dunque fratelli in pienezza dei nostri compagni di umanità.

Il passaggio verso quell’oltre, ci dice il vangelo di oggi, si realizza soltanto con il mettere in pratica le beatitudini della mitezza, della misericordia, del soffrire violenza con lo sguardo puro dei semplici e degli amanti della pace (cf. Mt 5,1-12). Solo così, con la fiducia che ci viene da una parola di beatitudine rivolta a noi, si potrà amare all’estremo vivendo l’estremo dell’amore, cioè lo spossesso della propria vita, e dunque di ogni pretesa di giustificazione, di vendetta, di rivalsa contro veri o presunti nemici. Di fronte all’opposizione, “non opponetevi”, “lasciate”, “date”, “camminate insieme”, “non voltate le spalle”, “amate”, “pregate”: questi i verbi estremi dell’amore che trasmettono la parola della croce, che è sapienza solo se va oltre l’istintivo scandalo e l’apparente follia (cf. 1Cor 1,22-23). Queste, e non altre, le parole che fanno la beatitudine dei figli del Padre che “fa sorgere il suo sole” su di noi e sui nostri oppositori, le uniche parole che ci fanno vedere in una luce nuova tutte le realtà che ci contraddicono: “Nella tua luce noi vediamo la luce” (Sal 36,10), anche quando altri ci immettono nel buio. Solo così siamo davvero beati e possiamo essere nella gioia profonda: “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno” (Mt 5,12), ma voi avrete opposto, alla vostra istintiva violenza, la forza dell’amore. “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Rm 12,21) che è l’amore!

Fratel Matteo


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