Dite semplicemente la verità

Atelier iconografico di Bose. particolare dell'icona dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Atelier iconografico di Bose. particolare dell'icona dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme.

10 marzo 2017

Mt  5,27-37

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «27 Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28 Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
29 Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30 E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
31 Fu pure detto: «Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio». 32 Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. 33 Avete anche inteso che fu detto agli antichi: «Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti». 34 Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35 né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno.»


Nella pericope di oggi, che appartiene ancora al grande discorso della montagna, Matteo continua a presentarci l’interpretazione di Gesù della Torà di Mosè. E vediamo che Gesù non l’abolisce affatto, anzi ne coglie la radicalità, ma ci insegna che adempiere la Torà è compierla senza giudicarne il prossimo.

Per Gesù la Torà è la Parola con cui il Signore con misericordia e compassione ci chiama all’ascolto, ci attira per farci camminare dietro a lui, per farci conoscere il suo e il nostro cuore, e chiamarci a conversione. E non può mai diventare per noi uno strumento per giudicare il cuore del prossimo. L’esempio che ce ne persuade è questo: “Avete inteso che fu detto: ‘Non commettere adulterio’ e io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio nel suo cuore”. Gesù prende più che mai sul serio l’intenzione profonda con cui il Signore aveva scritto sulle Tavole: “Non desiderare la donna d’altri”. Poiché il Signore scruta la mente e il cuore e dunque non c’è differenza per lui tra un peccato visibile e uno nascosto ad occhi umani, Gesù da un lato ci spinge a vigilare sul nostro cuore, dove nasce ogni adulterio e azione ingiusta verso il prossimo, e dall’altro ci sottrae la possibilità di giudicare il prossimo perché, come ha detto altrove, solo chi è senza peccato può tirare la prima pietra.  

“Se il tuo occhio destro, se la tua mano destra ti sono occasione di scandalo”. Colpisce la specificazione di mano destra, occhio destro. Forse, poiché il lato sinistro rappresenta in noi gli istinti malvagi che ci abitano, significa che non è mai quella la parte di noi da gettare, da amputare: essa è inestirpabile! È il lato destro che è responsabile anche del lato sinistro, e dunque è quello da amputare se ci scandalizza. Questa è la realistica antropologia biblica: non ci è chiesto l’impossibile, di sradicare da noi il potere di nuocere a noi stessi e agli altri. Ma ci è dato il lato destro della responsabilità e della volontà per vigilare su noi stessi. È molto simile a ciò che Dio disse a Caino: il peccato è accovacciato alla tua porta, ma tu dominalo!

E Gesù prosegue: “[Mosè] ha detto: ‘Chi ripudia la propria moglie le dia l’atto di ripudio’”. Per Gesù, Mosè intendeva: le dia almeno l’atto di ripudio, visto che altrove dice: “... per la durezza del vostro cuore Mosè vi concesse questa norma”; cioè come minima salvaguardia per la moglie, perché non potesse essere sospettata di libera iniziativa, di essere fuggita di propria volontà. E Gesù interpreta questa concessione con radicalità, cioè che si deve fare ben di più per rendere giustizia alle mogli: togliere agli uomini il diritto di ripudiarle, diritto ingiusto perché unilaterale. C’è un’eccezione, e anche se non capiamo esattamente cosa sia, è importante che ci sia.

Mosè aveva vietato di spergiurare, ma Gesù, andando alla radice del problema, vieta anche di giurare. Solo il Signore Dio, fedele e tre volte Misericordioso, sa fare giuramenti a nostra salvezza, come quello ad Abramo. I nostri, invece, sono sempre abuso del Nome santo, oblio della nostra impotenza, e spesso potere sulla testa altrui, come fu per Erode. E dice: “Il vostro parlare sia sì, se è sì, e no, se è no”, cioè dite semplicemente la verità; e aggiunge: “Il di più viene dal maligno”. Questa breve aggiunta è una parola straordinaria che, forse, non riguarda solo ed esclusivamente l’ambito della parola, e che ci contraddice radicalmente: perché in noi il di più è una continua aspirazione.

Sorella Maria


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