Piccola forza all’opera nella storia

Atelier iconografico di Bose, Particolare dell'icona di san Francesco in stile copto.
Atelier iconografico di Bose, Particolare dell'icona di san Francesco in stile copto.

17 febbraio 2017

Mt  13,31-35

Il quel tempo Gesù 31 Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». 33 Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». 34 Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, 35 perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.


Gesù sta parlando in parabole così che ognuno possa intendere secondo le sue capacità. Gesù parla del Regno dei cieli, e aveva iniziato la sua predicazione proprio dicendo: “Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino”. Il Regno dei cieli è lo spazio liberato dal male, dalla morte, dove regna solo l’amore di Dio. E in Gesù questo Regno si è fatto vicinissimo a noi. Ma la realtà del Regno sta nel mistero di Dio. E Gesù ci introduce a esso con il linguaggio semplice e quotidiano delle parabole. Il granello di senape è qualcosa di infinitamente piccolo, una piccolezza estrema che Matteo riferisce alla fede: “Se avrete fede quanto un granello di senape …”. (Mt 17,20). Ma c’è in questo granello la forza di diventare un ortaggio talmente grande da sembrare un albero. Può persino ospitare ogni genere di uccelli che vi fanno il nido, quindi animali puri e impuri, è a beneficio di tutti. L’albero del Signore che dà protezione a tutti senza distinzione.

Anche il lievito è una piccola quantità eppure può trasformare grandi quantità di farina, renderla soffice, gradevole. E lievita tutta la farina, non solo una parte privilegiata, nonostante la farina sia veramente tanta (3 “misure” di farina valgono quasi mezzo quintale). Sullo sfondo di questa donna che impasta tre “misure” di farina possiamo anche vedere Sara, perché Matteo usa la stessa espressione di Gen 18,6 nella visita dei tre personaggi ad Abramo. Anche qui vi è un richiamo alla fede, alla fiducia nel Dio che compie cose impossibili all’uomo. Possiamo notare che il lievito è sovente visto con diffidenza, evoca fermentazione, corruzione…, proprio Matteo in 16,6 parla del “lievito dei farisei e dei sadducei”. Ma l’incarnazione avviene proprio nella pasta del mondo dove sono presenti grazia e peccato, santi e peccatori. Basta leggere la genealogia di Gesù presentata da Matteo. La similitudine però non sta nel seme o nel lievito in sé ma nell’azione a essi associata: il seme è seminato nel terreno, il lievito è mescolato alla farina e poi si attende il risultato. C’è un tempo di crescita che va riempito di attesa e di fiducia. Il seme pare morire nel terreno, il lievito pare sparire nella farina ma in questo apparente fallimento è già operante una forza nascosta e inarrestabile. Il mistero della morte e della resurrezione di Cristo è qui adombrato. Le nostre visioni di trionfo sociale o spirituale si scontrano con questo linguaggio così quotidiano: non c’è un cedro imponente ma un arbusto da orto, non un grande e affollato forno regale ma l’opera di una semplice massaia… Occorre riconoscere in quella che sembra presenza povera, parziale, imperfetta, le energie di resurrezione, l’azione dello Spirito presente e operante. Noi non la possiamo misurare pienamente, ma possiamo riconoscere e continuare a credere che questa forza di bene è all’opera nella storia, nella nostra vita. Il Regno viene, noi possiamo preparare, accogliere, ridire costantemente: “Venga il tuo Regno!”. Imparare a riconoscere e contemplare il disegno di salvezza di Dio che nella croce di Cristo raggiunge tutta la creazione, ogni creatura umana. In lui si compiono le profezie, in lui si ricapitola il Regno di Dio: Gesù, Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo.

fratel Domenico


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