Amico, ospite o pellegrino…

Le icone di Bose, icona dipinta a mano su tavola - Pieve di Cellole, aprile 2013
Icona di san Bartolo, detto il Giobbe della Toscana, morto lebbroso tra i lebbrosi presso la Pieve di Cellole nel 1300 - .... un giorno accolse un lebbroso, un pellegrino lebbroso, e, come a tutti, gli lavò i piedi in quella vasca che si trova nel chiostro. Ma mentre lavava i piedi, lui lebbroso sentì che colui a cui lavava i piedi non era soltanto un lebbroso, e in quel momento il lebbroso sparì alla sua vista, e lui capì che aveva lavato i piedi al Signore, quasi a realizzare le promesse del Giudizio: ero lebbroso e mi avete curato. Una icona dipinta dalla nostra comunità ha voluto ricordarlo qui. E c’è la scena in cui egli sta lavando i piedi a Cristo, Cristo lebbroso e lui lebbroso, e non abbiamo dimenticato che nella Vulgata di san Gerolamo, nel canto del servo di Isaia 53 (era d’altronde la versione ufficiale della Chiesa latina), Gerolamo ha avuto il coraggio di tradurre: vidimus eum quasi leprosum, abbiamo visto il servo del Signore come un lebbroso... (dalla Introduzione di ENZO BIANCHI, Priore di Bose, il giorno dell'inizio della vita monastica a Cellole, 7 aprile 2013)

 

Pieve di Cellole, agosto 2014

Gesù amava ritirarsi in disparte, sul monte o nel deserto. Ma tornava presto in mezzo agli uomini, commosso dalla folla che attendeva il suo ritorno. Dio è ovunque noi siamo, non dobbiamo cercarlo altrove, non dobbiamo evadere…

Fare ritiro significa sostare, chiudere un attimo gli occhi non per dimenticare ma, al contrario, per ritrovarsi, per radunare le forze, per far ordine nei pensieri, per calmare l’angoscia. Ma non è un semplice esercizio di autodisciplina. Fare ritiro è come prepararsi a un appuntamento: si resta in disparte solo per essere più sicuri di incontrare il volto di Dio…

Cosa significa essere docili allo Spirito? La Scrittura si compiace di ricordarci che siamo tempio dello Spirito: lo afferma di ciascuno di noi, ma questo non significa che lo Spirito è rinchiuso in ciascuno di noi. La Parola di Dio vuole farci capire che siccome siamo membra di uno stesso corpo, uno stesso Spirito anima quel corpo. Essere docili allo Spirito significa essere in comunione con Dio e con i fratelli, vivere intensamente e sinceramente questa comunione nel rendimento di grazie.

Questa docilità allo Spirito richiede di porsi di fronte a lui che agisce in noi e negli altri, di dimorare davanti a lui nella sua sorgente: la Trinità d’amore che è la vita stessa di Dio… Non si fa un ritiro per perfezionarsi ma per convertirsi, cioè per volgersi con amore verso Dio stringendo con forza la mano dei fratelli.

Dio mio, se è vero che tu sei dappertutto
come mai io sono così spesso altrove?

Se vai in capo al mondo, trovi le tracce di Dio
se scendi nel tuo profondo, trovi Dio stesso.

Monastero di Bose - Fraternità di Cellole

Loc. Cellole, 1 I 53037 San Gimignano (SI)
tel e fax 0577 946057 e-mail: cellole@monasterodibose.it