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Titolo, copertina, quarta sono ben visibili, attirano lo sguardo, ma il contenuto rimane un mistero finché non prendete tra le mani il libro, lo annusate e cominciate a sfogliarlo.

In questa rubrica troverete ogni mese il nostro suggerimento, una pagina scelta per voi, per farvi scoprire tante piccole perle racchiuse nei nostri libri.

Resurrezione: l'immagine di Dio in noi

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Dio, nel suo amore, ha sempre avuto un unico progetto per l’uomo, un progetto di vita beata. Creandolo a sua immagine, lo destinava all’immortalità, cioè alla partecipazione della sua vita eterna: così l’avevano compreso i padri della chiesa.

Tuttavia, nato dalla terra, l’uomo era sottomesso alla morte che assoggetta tutto ciò che comincia a essere; egli non poteva entrare in Dio se non a condizione di rinascere dall’alto (cf. Gv 3,3), se l’accettava liberamente. Come ci ha creati tutti in Cristo, per mezzo di lui e in vista di lui (cf. Col 1,16), così Dio ha deciso da sempre di strapparci alla morte e di aprirci un accesso fino a lui attraverso la resurrezione di Cristo, di cui aveva previsto che la perfetta obbedienza al suo disegno di amore avrebbe effuso la sua grazia sulla moltitudine degli uomini (cf. Rm 5,15.19).

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La morte: un luogo per l'amore

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“Gesù disse: ‘È compiuto!’” (Gv 19,30). Quello che i capi dei giudei avevano in mente da settimane è stato perpetrato: Gesù è morto con la complicità dell’occupante romano, per una parvenza di legalità; di fatto, freddamente assassinato. E “loro” si sentono sollevati. Con questa morte si volta pagina, definitivamente. Non è forse l’esito normale del processo che quel disgraziato stesso aveva imprudentemente innescato? Assassinio politico, come avevano suggerito alle orecchie compiacenti di Pilato (“Non abbiamo altro re che Cesare”: Gv 19,15), mentre per i giudei si tratta piuttosto di un omicidio religioso, la giusta punizione per una bestemmia: “Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio” (Gv 19,7).

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Amici, in cammino con Gesù

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Bernardo di Clairvaux nel sermone 57, illustra a partire dal linguaggio allegorico del Cantico dei cantici come l’anima possa attendersi la venuta di Dio. Attraverso le immagini del Cantico, mette in risalto la “contemplazione casta” e le parole che evocano le qualità della sposa – “amica, colomba, bella” – in relazione a Marta, Maria e Lazzaro. Infatti l’anima si trova incessantemente in un’alternanza tra il desiderio di guadagnare delle anime (la conquista) e il bisogno di gustare la contemplazione e la preghiera. La sposa è dunque “amica” perche cerca di offrire aiuto attraverso la predicazione; è “colomba” perché con la preghiera supplica di ottenere la misericordia divina; ed è “bella” nel suo desiderio del cielo. Da qui il parallelo con Marta che serviva, Maria che si dedicava alla contemplazione e Lazzaro che gemeva levando suppliche nella tomba. I tre sono nel loro insieme simbolo della vita spirituale.

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Ogni giorno, ricominciare!

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Fratelli e sorelle, nel Prologo della sua Regola Benedetto fa un avvertimento chiedendo a ogni monaco una vigilanza, un’attenzione, un vero e proprio stato di allerta per poter procedere nella vita spirituale. Benedetto dice: “È ormai ora di svegliarci dal sonno” (Rm 13,11), e poi ci invita: “Aperti gli occhi alla luce divina, ascoltiamo la divina voce che chiama ogni giorno: ‘Se voi ascoltate oggi la mia voce, non indurite il vostro cuore!’ (Sal 95,8)” (cf. RB, Prologo 8-10).

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La tua anfora non è senza acqua

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“Doveva perciò attraversare la Samaria”.Così è scritto nel vangelo: era dunque una necessità che spingeva Gesù, una necessità dettata dal di dentro. Era una necessità dettata, potrei dire, dal cuore. Una necessità non geografica, ma di cuore. Questo dirottamento di strade ci rimane come un pungolo nel cuore, perché viene a chiederci se anche noi come Gesù siamo – quasi per una necessità interiore – spinti, irresistibilmente spinti ad andare fuori dai percorsi abituali, ad attraversare territori dello Spirito giudicati spuri, presso pozzi in territori samaritani. Per incontrare chi? Una donna dai cinque mariti?

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