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Titolo, copertina, quarta sono ben visibili, attirano lo sguardo, ma il contenuto rimane un mistero finché non prendete tra le mani il libro, lo annusate e cominciate a sfogliarlo.

In questa rubrica troverete ogni mese il nostro suggerimento, una pagina scelta per voi, per farvi scoprire tante piccole perle racchiuse nei nostri libri.

La lezione della mangiatoia

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Il segno dell’angelo ai pastori era così improbabile che nessun uomo era in grado di offrirlo, ma solo un angelo. E fu proprio così, fu un angelo: se fosse stato chiunque altro, la sua nascita sarebbe apparsa, come lo fu la sua resurrezione, un racconto inventato: nessun giuramento scritto di chicchessia sarebbe stato accettato a suo supporto.

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Natale: dalle tenebre alla luce

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Betlemme ha messo fine alle sofferenze degli uomini. Il passato è passato e il presente è pieno di cielo. Dio è apparso nella carne, la carne dell’umanità. Ha assunto la nostra natura completamente, totalmente, con tutta la sua emotività, sensibilità, con i suoi sentimenti, con le sue debolezze, con la sola eccezione del peccato. Egli ha assunto la nostra carne perché potesse rivelare, attraverso di essa, tutta la sua ricchezza (cf. Fil 4,19). Si è fatto uomo per rivelarci, per mezzo della carne, tutto il suo amore.

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La promessa di Dio: amore sempre fedele

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“Riconoscerai dunque che il Signore tuo Dio è lui Dio, il Dio fedele, che mantiene il patto e la misericordia a coloro che lo amano e a coloro che osservano i suoi precetti, per mille generazioni” (Dt 7,9). Pensare Dio, per un credente, è tanto inevitabile quanto impossibile. Impossibile nel senso che, per una vecchia eredità dell’infanzia e di ciò che nell’infanzia ci è stato inculcato, lo pensiamo come onnipotente, creatore, immenso, e così via: tutti “attributi” che ci risultano sostanzialmente vuoti perché la ragione non sa adeguarvisi, l’immaginazione non sa riempirli e la storia li contesta.

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