Natale: dalle tenebre alla luce

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Betlemme ha messo fine alle sofferenze degli uomini. Il passato è passato e il presente è pieno di cielo. Dio è apparso nella carne, la carne dell’umanità. Ha assunto la nostra natura completamente, totalmente, con tutta la sua emotività, sensibilità, con i suoi sentimenti, con le sue debolezze, con la sola eccezione del peccato. Egli ha assunto la nostra carne perché potesse rivelare, attraverso di essa, tutta la sua ricchezza (cf. Fil 4,19). Si è fatto uomo per rivelarci, per mezzo della carne, tutto il suo amore.

Perciò la nostra festa oggi è la festa del recupero da parte dell’uomo dell’immagine, in una maniera assolutamente unica. Questa festa celebra il ritorno della dignità e della gloria dell’umanità in Cristo Gesù. Ecco, ritengo che questa festa debba essere vissuta superando le nostre debolezze. Se ci facciamo dominare da loro non riusciremo a fare questo bagno di gioia, annunciata dall’angelo: “Ecco vi annuncio una grande gioia” (Lc 2,10). La gioia del cielo può essere ostacolata? Il peccato può soffocarla? Impossibile! Ecco perché chiedo a voi e supplico Dio che possiamo godere di questa festa al di là delle nostre debolezze, angosce, al di là dell’invidia, di ogni vanità e corruzione causate dalla ricchezza. Dobbiamo entrare nel Natale senza il peso del peccato passato. Tutte le nostre passioni e le nostre ansie devono essere superate, anche solo per un momento, perché possiamo ricevere, in tutto e per tutto, la porzione che ci spetta in questo Natale, riacquistare la nostra immagine in Cristo, la nostra gloria e la nostra dignità in Cristo …

Caro amico, se credi di aver perso le migliori qualità umane – purezza, santità, sincerità, qualsiasi cosa – per debolezza, ignoranza, incredulità, pigrizia, sentimento di impotenza, di inferiorità – questo senso di impotenza e inferiorità che domina su tutta la generazione attuale nel mondo tanto che ormai gli uomini, schiacciati da questo sentimento, si trascinano dietro i loro peccati e se li portano a casa, al lavoro, sull’autobus e forse anche in chiesa –, ti prego, amico, dimentica il passato, anche se fa male fino a questo momento. Abbandonalo tutto quest’oggi e in questo preciso istante. Per amore di colui che è nato a Betlemme, vieni insieme a me a scrollarci di dosso il passato e il peso del tempo e andiamo a incontrare Cristo, che ci aspetta a braccia aperte. Cristo non è nato a Betlemme per rendere una breve visita alla terra e andarsene. Non è stato un viandante di passaggio. È il Figlio di Dio, che ha preso carne, della quale non si spoglierà mai più. Ha preso noi, amatissimi. Ha preso l’umanità su di sé e si è unita a essa in un’unione completa e perfetta.

Tutto ciò che è proprio della divinità e tutto ciò che è proprio dell’umanità si sono uniti in un’unica natura. e questa unità ha annullato tutta la debolezza umana senza distruggere l’umanità stessa o alcuna delle sue peculiarità … In sé Cristo ha distrutto tutta l’impotenza e la debolezza umana senza annullare l’umanità. Oggi abbiamo un appuntamento, amatissimi, venite, entriamo, troveremo Cristo pronto a distruggere nelle nostre profondità ogni debolezza, ogni peccato, ogni trasgressione, non importa quanto gravi. Allora, in Cristo, incontreremo sempre e ininterrottamente Dio, in una unione indivisibile.

Amatissimi, stasera abbiamo un appuntamento. Ci incontriamo nello Spirito a Betlemme, dove Dio ha svelato gli abissi più profondi del suo amore e della sua generosità, della sua dolcezza e della tenerezza verso i peccatori, per togliere dalle loro spalle la zavorra del peccato. Così non vivremo più nelle lamentazioni, come quelle di Geremia, o nei salmi di lamentazione, o nell’angoscia di Giobbe, ma nella gioia come quella dei pastori, in una relazione eterna con Cristo.

Matta el Meskin, L’umanità di Dio