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Titolo, copertina, quarta sono ben visibili, attirano lo sguardo, ma il contenuto rimane un mistero finché non prendete tra le mani il libro, lo annusate e cominciate a sfogliarlo.

In questa rubrica troverete ogni mese il nostro suggerimento, una pagina scelta per voi, per farvi scoprire tante piccole perle racchiuse nei nostri libri.

Momenti belli e momenti brutti

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La preghiera di Tobi è la prima di una serie di cinque preghiere presenti nel libro di Tobia. Nel libro di Tobia le preghiere servono, prima di tutto, a sottolineare i momenti chiave della narrazione. Nelle cinque preghiere offerteci dal libro, il narratore è poi in grado di anticipare, all’interno di un’ottica di fede, il corso degli eventi. La preghiera è per lui il momento nel quale il credente, posto a contatto con Dio, comprende il senso di ciò che è accaduto e anticipa addirittura quel che accadrà.

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La grazia, che è lo Spirito santo

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Fratelli e sorelle, leggiamo nel Prologo della Regola di Benedetto: “Per ciò che la nostra natura è incapace di compiere, preghiamo il Signore perché faccia sì che la sua grazia venga in nostro aiuto” (RB, Prologo 41). Sono parole della Regola estremamente importanti nella vita del monaco come nella vita di ogni cristiano. Noi siamo chiaramente consapevoli che molte cose che ci sono poste davanti non sappiamo compierle; e quante volte nella nostra vita, di fronte a una parola del Signore, a un comando del vangelo, a un’esigenza della nostra vita monastica noi quasi ci scoraggiamo, perché non sappiamo compiere né portare a termine ciò che è secondo la volontà di Dio. Chi è più avanti negli anni, chi più ha dato tempo al suo cuore per essere consapevole dei giorni trascorsi, si rende conto di questo grande limite, di questa debolezza, di questa incapacità per cui molte cose sembrano superarci.

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Sale che scompare, luce che brilla

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Nel Vangelo secondo Matteo, subito dopo l’ouverture del “discorso della montagna” rappresentata dalle beatitudini (cf. Mt 5,1-12), vi sono parole di Gesù che esplicitano ciò che possono e dovrebbero essere i suoi discepoli, ascoltatori e realizzatori delle beatitudini. Gesù applica ai discepoli che vivono le beatitudini da lui consegnate due immagini in contrasto, in opposizione tra loro. Da una parte, il sale della terra che scompare nel cibo, anzi svolge la sua funzione proprio scomparendo e dando sapore, ma che se perde la sua capacità di salare non serve più a nulla, può solo essere gettato via e calpestato.

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Dal Salone del libro … letture con l’autore

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Quando mio nonno arrivò all’inverno della sua vita e io a questa estate declinante, in questo autunno della mia, in un settembre ancora soleggiato dove bisogna affrettarsi a raccogliere i frutti prima che cadano e vadano persi, ho avuto l’idea – ho finalmente avuto l’idea – di chiedergli quale fosse la natura di quel blocco di ghisa che aveva pesato su di noi, quale fosse la natura della sua fede, quale la natura di ciò in cui credeva …

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Cantico: desiderio di reciprocità

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“Che egli mi baci con il bacio della sua bocca!” (Ct 1,1). Il canto dei canti si apre su un bacio. Il Cantico si apre su un desiderio, un’aspirazione, una preghiera – la più bella che si possa fare –, il desiderio del cuore che si incarna nella richiesta delle labbra, luogo della parola e luogo dell’amore tenero e reciproco. Colui o colei che parla (“mi baci”, prima persona) si esprime senza rivolgersi direttamente all’altro, qui menzionato alla terza persona (“egli … della sua bocca!”). Alcune versioni hanno forzato la traduzione scrivendo: “Baciami …”, ma è ciò che lui /lei per l’appunto non dice. Lui /lei desidera la perfetta reciprocità, ma non la esige, non comanda nulla in forma imperativa, non dà ordini. Mi darà questo bacio quando vorrà, se vorrà, non appena vorrà; a lui /lei di scegliere, ma voglio che si sappia che io non desidero nulla di meno. Preghiera che implica la piena libertà di chi prega, e nel contempo lascia a colui che viene pregato piena libertà.

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