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Titolo, copertina, quarta sono ben visibili, attirano lo sguardo, ma il contenuto rimane un mistero finché non prendete tra le mani il libro, lo annusate e cominciate a sfogliarlo.

In questa rubrica troverete ogni mese il nostro suggerimento, una pagina scelta per voi, per farvi scoprire tante piccole perle racchiuse nei nostri libri.

Il nome: ponte e invito

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“Dio possiede i nomi più belli, e voi invocatelo con questi nomi”. “Egli ha i bellissimi nomi, e ogni cosa nei cieli e sulla terra celebra le sue lodi” (Corano 7,180). Noi possiamo paragonare a questi versetti del Corano ciò che è detto nel salmo 113: “Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore … sia lodato il nome del Signore (Sal 113,1-3).

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"Io, preghiera"

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In arabo la parola “preghiera” (alāh) è strettamente connessa con la parola “relazione” (ila). È per questo che parlare di preghiera è un compito arduo perché significa mettere a nudo una relazione. A maggior ragione se la preghiera di cui si vuole parlare riguarda un altro. Nel cristianesimo tutto è ancora più delicato perché si tratta di una relazione di amore. Non è possibile, infatti, fare un discorso sull’amore senza correre il rischio di annacquarne l’intensità e di svilirne la forza. Nel caso di padre Matta el Meskin la questione si complica ulteriormente. Non c’è, infatti, niente che ha impegnato la vita e la riflessione di padre Matta più della preghiera. Si può dire che Matta el Meskin e la preghiera sono stati una sola cosa: la preghiera ha talmente formato e trasformato l’uomo che egli stesso è diventato preghiera.

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